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L'unione sarda. Reclusi senza educatori

A Nuoro sovraffollamento e carenza di psicologi

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Riaprire il carcere dell'Asinara? «Forse è un equivoco legato al fatto che a Sassari verrà inaugurato il nuovo carcere di Bancali dove sono previsti 98 posti per il 41 bis; altrettanti sono programmati anche a Cagliari. Se mi dicessero il contrario troverei la cosa bizzarra e insensata e avrebbe la mia totale contrarietà». Parole di Luigi Manconi, parlamentare del Pd e presidente della commissione Diritti umani del Senato, approdato ieri a Nuoro per visitare Badu 'e Carros e anche per partecipare a un confronto sull'emergenza carceraria con Luigi Amicone e don Francesco Mariani, organizzato dall'associazione “Umana ventura”.
LA VISITA «I mali di Nuoro sono quelli del sistema», spiega Manconi. In mattinata si intrattiene con i due ospiti della sezione riservata al 41 bis. Ci sono il boss dei Casalesi Antonio Iovine e il pugliese Antonio Capriati che seppure in due tempi ha finora passato otto anni sotto la rigida sorveglianza del 41 bis. Colloqui riservati. Manconi riferisce solo delle buone condizioni strutturali di quelle celle, come pure dell'ala del penitenziario dove si trovano i detenuti condannati all'ergastolo. Il parlamentare incontra anche le 11 ospiti della sezione femminile. «A Nuoro c'è un'emergenza come in tante carceri italiane. Ci sono reparti in situazioni più o meno disastrose e altri con più rispetto degli standard di dignità», dice Manconi che è anche segretario dell'associazione “A buon diritto”.
SOVRAFFOLLAMENTO I problemi maggiori - spiega riportando le testimonianze di altri - sono soprattutto nella sezione ordinaria dove farà una prossima visita. Perché stavolta l'attenzione della commissione del Senato è concentrata su 41 bis, detenuti con l'ergastolo sulle spalle e bimbi fino a tre anni ospiti nelle celle con le loro mamme. In questa legislatura Nuoro è il primo capitolo di un'indagine conoscitiva mirata a queste micro realtà carcerarie. «Nella sezione ordinaria di Badu 'e Carros si avverte in modo sensibile la problematica del sovraffollamento perché a fronte di una capienza con 65 posti ci sono oltre 90 detenuti. È indice di sovraffollamento inferiore rispetto ad altre situazioni, ma è comunque preoccupante», sottolinea Manconi.
POCHI EDUCATORI Le donne che qui non hanno bimbi al seguito fanno emergere altri problemi. «Lamentano carenze nell'assistenza sanitaria e poca possibilità di movimento. C'è uno stato veramente al limite del collasso per quanto riguarda educatori e psicologi. Un crudele dramma nel dramma», dice Manconi che denuncia l'estinzione di queste figure fondamentali per il percorso di recupero e per la vivibilità tra le celle. Ha la gravità di un'emergenza che vale a livello nazionale. «Succede in Italia che un educatore abbia cinque minuti al mese da dedicare a ogni detenuto». Manconi a Badu 'e Carros coglie comunque una nota positiva: «Verso i detenuti ho trovato un atteggiamento estremamente collaborativo da parte del direttore e del comandante della polizia penitenziaria».
Marilena Orunesu

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