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L'unione sarda. La guerra grillina sfocia in scherno «È di Quartucciu»

IL CASO. Paola Pinna nel mirino

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Volano gli stracci nella guerra grillina. L'ultima a finire nel tritacarne degli insulti Paola Pinna: per aver difeso la senatrice Adele Gambaro messa «sotto processo» per le sue critiche al fondatore del movimento, la deputata sarda è stata schernita pubblicamente da un altro suo collega, Manlio Di Stefano. Non uno qualsiasi: è il portavoce ufficiale di Cinque Stelle a Montecitorio.
In un post sulla sua pagina Facebook, l'ha paragonata a un personaggio di Victor Hugo, una sorta di buona a nulla miracolata dall'exploit politico di Beppe Grillo. «Una “Cosetta dei Miserabili ”, laureata, disoccupata che viveva con i genitori a Quartucciu e con 100 voti 100 è diventata deputata al Parlamento. Invece di spargere petali di rosa dove Grillo cammina, sorge in difesa di una certa Gambaro, un'altra miracolata che si crede Che Guevara».
Apriti cielo: il riferimento simil-razzista a Quartucciu ha scatenato i commenti dei supporter sardi al punto che il parlamentare (nato in Sicilia ed eletto in Lombardia) ha cercato di correggere il tiro davanti alla levata di scudi per una «sparata degna di un leghista», come riporta uno dei commenti più infastiditi.
Paola Pinna ammette di essere rimasta colpita e non nasconde la sua preoccupazione per un clima interno che definisce «di caccia alle streghe». Della polemica a distanza, non c'è traccia sulla sua pagina Facebook dove la parlamentare-cittadina posta la sua attività a Montecitorio (interrogazioni, interventi, sopralluoghi, compreso l'ultimo al poligono di Quirra). «Io», precisa, «mi sono limitata a dire che difendo il principio della libertà di parola e di opinione all'interno del movimento. Ma ormai si sta creando una situazione di violenza e di aggressione verbale che fa paura». Su Di Stefano e le sue battute? «Un talebano che al dialogo preferisce gli insulti». (a. ma.)

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