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L'unione sarda. Minacce, traffici, spese pazze tra proposte di film e inviti a pagamento in tv

Le intercettazioni

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Da un lato le minacce di morte, i progetti di sequestro di persona, i traffici di droga, le estorsioni. Dall'altro la tv, Miss Italia, un film con Franco Nero. La doppia vita del bandito graziato ha dell'incredibile.
Le intercettazioni registrano ripetuti tentativi di recuperare soldi a tutti i costi, contatti per l'apertura di un casinò a Nuoro con tanto di licenza da 5 milioni di euro, inviti in Costa Smeralda, proposte dal re del Bagaglino Pierfrancesco Pingitore attraverso Gianni Principessa (titolare della discoteca vip “Pepero” a Porto Cervo), cantanti da piazzare in tv, telefonate coi carabinieri a un posto di blocco per evitare la multa, contatti con giornalisti del Tg1 per un'intervista e, forse, la pubblicità della Porsche. A proposito: niente era gratis, Mesina chiedeva «almeno diecimila euro», lui che, diceva, negli anni Novanta prendeva 100 milioni di lire a intervista.
E ancora: il no a un incontro con l'allenatore del Cagliari Massimiliano Allegri (conosciuto insieme a Gigi Riva), la bomba da sistemare per spaventare, i giornali per «sputtanare il truffatore», la trattativa per l'acquisto di una Porsche da 135.000 euro, i colloqui con la comare sulle partecipazioni a Porta a porta, da Barbara d'Urso e da Mara Venier, perfino le vicende di Osposidda e il racconto delle sue avventure: «A 12 anni ho fatto una rapina, ho dovuto sparare ma sono riuscito a prendere comunque i soldi». Infine, i sequestri, col racconto dettagliato di quello di Giovanni Serra.
La microspia ha registrato pure la reazione, assolutamente neutra, alla notizia della morte di Francesco Cossiga, il Presidente della Repubblica che si batté per fargli ottenere la grazia, il Capo dello Stato che, attraverso il vescovo di Nuoro, lo chiamò per fare da intermediario coi rapitori di Farouk Kassam, consentendogli di ripulirsi agli occhi dell'opinione pubblica che gli aveva prestato credito. Sbagliando. E poi, fedele a se stesso, l'intervista in diretta tv proprio su Cossiga, chissà se gratuita o a pagamento. Mesina alternava minacce ai poliziotti di Orgosolo («se li trovo con le microspie li uccido») a contatti con l'imprenditore che doveva vendere 30 casette e una villa a San Teodoro, e ne aveva altre 30 da costruire, e si era rivolto a Mesina. Chissà perché.
Mesina faceva il divo e si prendeva gioco del comandante della Polizia municipale di Muravera che aveva chiesto a un comune amico di conoscere l'ex bandito: «Vogliono vedere se sono diventato bravo».
M. F. Ch.

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