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L'unione sarda. Quartucciu indignata «Adesso Di Stefano deve chiedere scusa»

Dopo l'attacco del portavoce

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QUARTUCCIU Dopo le dichiarazioni del portavoce ufficiale del Movimento 5 Stelle a Montecitorio, Manlio Di Stefano, che in un post sulla sua pagina Facebook aveva inveito contro Paola Pinna, definendola «una “Cosetta dei Miserabili”, laureata, disoccupata che viveva con i genitori a Quartucciu e con cento voti cento è diventata deputata al Parlamento», in paese sono tutti indignati. Per prima lo è il sindaco Lalla Pulga, poi il consigliere del M5S Bruno Flavio Martingano, per proseguire con i cittadini e associazioni. Ieri a Quartucciu non si parlava d'altro che delle critiche a Paola Pinna, rea di avere difeso la senatrice Adele Gambaro messa alla gogna per le sue critiche al fondatore del Movimento, Beppe Grillo.
IL SINDACO «I toni usati da Di Stefano non mi meravigliano», commenta Pulga. «Tutti quelli che dissentono dal loro modo di fare, finiscono sotto attacco. Quartucciu viene tirata in ballo per accusare altri. Il paese non deve sentirsi offeso. Paola Pinna si è guadagnata un posto in Parlamento perché è una persona in gamba che lo meritava, così come sono in gamba tutti i quartuccesi». Anche la presidente della Pro Loco Anna Chiara Loi non ha mandato giù le frasi del deputato grillino: «Quartucciu ha una sua dignità e non può certo essere sbeffeggiata».
LE REAZIONI Dello stesso avviso l'imprenditore Gianni Pistidda, conosciuto per le sue biciclette che esporta nel mondo. «Di Stefano deve chiedere scusa», dice, «non doveva permettersi di offendere Quartucciu e Paola Pinna, se è arrivata dove è arrivata, è per le sue capacità». Parole dure anche dal consigliere comunale Martingano. «Mi auguro che l'intenzione di Di Stefano non fosse quella di denigrare Quartucciu, che rappresenta una roccaforte del M5S. Quanto alla Pinna, se non condivide le scelte del Movimento si dimetta».
Giorgia Daga

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