Il mutuo è un'impresa ardua per gli italiani. Ma ancora di più per i sardi. Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, ha analizzato oltre 5.000 fra richieste di finanziamento presentate e mutui erogati nel periodo gennaio-maggio 2013, rilevando un leggero aumento della percentuale di ottenimento del finanziamento a livello nazionale. Rispetto alla rilevazione precedente si passa dal 5% al 7%. Seppur in salita continua però ad essere molto basso il numero delle domande presentate che si concretizza in un mutuo casa. E, come detto, il problema riguarda soprattutto le famiglie dell'Isola. Basti pensare che su cento richieste di prestito appena quattro vengono accolte. Peggio della Sardegna fa solo la Calabria col 3,8%.
L'INDAGINE Il dato, ovviamente, varia guardando alle regioni di residenza di chi fa la richiesta. «L'analisi della distribuzione dei finanziamenti per l'acquisto della casa lungo il territorio nazionale», spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell'azienda di Mutui.it, «è uno specchio delle differenze tra gli italiani in termini di distribuzione di lavoro, risorse e opportunità : il Sud si trova ad avere un terzo delle già scarse possibilità di ottenere un mutuo per l'acquisto di una casa rispetto a quelle che si hanno nel Nord del Paese. Il fenomeno rappresenta la prova del fatto che l'Italia continua a viaggiare a due velocità ».
IL CONFRONTO I più avvantaggiati sono i cittadini delle Marche, della Lombardia e della Liguria: qui ci si trova al di sopra della media nazionale, con percentuali di approvazione prossime o superiori al 10%. Seguono regioni come Piemonte (8,7%), Lazio e Umbria (entrambe al 7,5%). Per trovare una regione del Mezzogiorno occorre andare oltre la metà della classifica e scendere sotto la media italiana: in Campania ottiene il mutuo solo il 5% dei richiedenti, in Basilicata il 4,8%, in Puglia il 4,7%, mentre il fanalino di coda della classifica è rappresentato dalla Calabria, dove nemmeno quattro richieste su cento vengono accordate.
LE SOFFERENZE La difficoltà di accesso al credito, spiegano dall'Abi, si legge anche nel rapporto fra gli impieghi e le sofferenze, che segna il 6,8% ad aprile 2013 (5,5% un anno prima) e che vale il 12,5% per i piccoli operatori economici (10,4% ad aprile 2012), il 10,6% per le imprese (8,1% un anno prima) e il 5,9% per le famiglie consumatrici (5%). Anche in questo caso il Mezzogiorno supera la media nazionale (6,5%), con un punte del 16% in Molise e in Basilicata fino ad arrivare all'11% della Calabria e della Campania e al 10,9% della Sardegna.
IL CREDITO Se aumentano le sofferenze, parallelamente diminuiscono i prestiti bancari. Secondo l'Abi, a maggio i finanziamenti a famiglie e imprese sono scesi di nuovo, per la tredicesima volta consecutiva, a 1.455,5 miliardi (-3,1% come ad aprile). Il totale degli impieghi è invece calato per il decimo mese a 1.893,5 miliardi (-2,7%).
Lanfranco Olivieri
