CAGLIARI L'arresto di Mesina è una ferita che brucia a Orgosolo. Per fortuna l'ex re del Supramonte non è l'unico Mesina a far parlare di sé. Ce n'è un altro che al contrario di Grazianeddu tiene alto il buon nome del paese. Si tratta del Gruppo folk “Mesina”, che ieri sera si è aggiudicato il Premio Shardana. Un nuovo riconoscimento istituito dal Rotary Club Cagliari Est per celebrare sardi che abbiano dato lustro all'Isola. Nel caso specifico ha vinto la cultura, hanno vinto le tradizioni della migliore Orgosolo, quella dei canti a tenore, di su ballu tundu e del suo magnifico costume (uno tra i più belli).
Il presidente del Club, Salvatore Floris, e il segretario del Premio, Ettore Gasperini, hanno premiato il tenore Giovanni Pira e il leader del gruppo folk, Giovanni Mereu, “per aver contribuito a valorizzare, con il loro impegno artistico, la cultura sarda nel mondo”. Il corpo di ballo si è esibito tra gli applausi del pubblico all'hotel Mediterraneo. «Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo premio», ha detto Mereu, «ringraziamo a nome della comunità di Orgosolo. Siamo nati nel 1982, non è facile resistere così a lungo. Il ricambio generazionale è fondamentale, per questo siamo attivi nelle scuole con corsi di ballo».
Il gruppo è intitolato alla memoria di Antonia Mesina (stesso cognome del bandito e, pare, una parentela alla lontana) uccisa a sassate nel 1935, a soli 16 anni, da un uomo che voleva abusare di lei e proclamata Beata da Giovanni Paolo II nel 1987.
Paolo Loche
