Il leggio di un avvocato, la penna sagace e caustica di un poeta, i tasti bianchi e neri di un pianoforte. Sos contos de fochile, il pennello di un artista, il rigore morale dei padri costituenti, il coraggio partigiano, l'anello, la croce e il bastone di un vescovo. Emblemi della Nuoro dai primi del Novecento fino ai giorni nostri, nell'excursus storico-biografico della saggista e biografa Tina Marras, che nel suo libro “Chi erano” ripercorre quasi cento anni di storia del capoluogo barbaricino attraverso 83 dei suoi personaggi più rappresentativi.
Sotto i riflettori volti e vite ben presenti nella memoria collettiva, lo scrittore Salvatore Satta, il poeta Sebastiano Satta, il premio Nobel Grazia Deledda, lo scultore Francesco Ciusa. E altri che rischiano l'oblio, come il medico dei poveri Raffaele Calamida, la pasionaria Angela Maccioni, antifascista convinta, che finì in prigione nel 1937 perché rea, secondo il regime, di aver esaltato in uno scambio epistolare l'anarchico Giovanni Dettori “morto tra i rossi in Spagna”, così recitava l'ordinanza di carcerazione. In un filo rosso senza tempo, accanto a lei Dino Giacobbe, combattente per la libertà, Giovanni Agostino Chironi, gli eroi della Resistenza Antonio Mereu e Piero Borrotzu. E del conflitto 1915-1918, come Michele Papandrea, noto Felezze. E fuoriclasse dell'azione politica, il parlamentare Giorgio Asproni, l'intellettuale Attilio Deffenu, il senatore Antonio Monni, Titino Melis, Peppino Catte. Tra i padri della Repubblica: Pietro Mastino, Salvatore Mannironi, Francesco Murgia. Posto d'onore a grandi figure femminili come Antonietta Chironi, fondatrice della Scuola civica di musica, la pittrice Francesca Devoto, la critica letteraria Giovanna Cerina, Adelasia Cocco Floris, primo medico condotto donna, prima sarda ad avere la patente: era il 7 marzo del 1920. Giuristi come Pietro Chironi; e principi del foro, Ciriaco Offeddu, Filippo Satta Galfrè, Antonio Luigi Are, Gonario Pinna, Antonio Cualbu, Pietrino Monni. Uomini di lettere, Romano Ruiu, Frantzischinu Satta, Pietro Mura, Mario Massaiu, Raffaello Marchi, Pasquale Dessanai, rimatore scapigliato. Di scienza, Enrico Macciotta. Di sport, Nardino Masu. Di chiesa: monsignor Otorino Alberti.
Il lavoro, commissionato dal Rotary club Nuoro, è stato presentato alla Biblioteca Satta dalla critica Anna Saderi e dal commissario del Consorzio Vannina Mulas. Al tavolo l'autrice: «Ho cercato di dar voce ai protagonisti più o meno noti di una piccola grande comunità che, a dispetto di ogni marginalità geografica, tanto hanno dato a un secolo difficile come quello trascorso, scandito da due guerre e alterne traversie. Un omaggio ai più giovani perché possano tramandare, e, perché no, continuare il lavoro di ricerca».
Francesca Gungui
