Due storie personali e due percorsi ideologici opposti capaci di incontrasi venerdì pomeriggio al convegno su una parola: dignità. Parola risuonata più volte lunedì pomeriggio all'Eurohotel nel convegno sull'emergenza-carceri organizzato dall'associazione «Umana Ventura». «Per primo lo Stato deve avere la capacità di considerare il corpo dei detenuti affidati alla sua custodia, il bene più prezioso perché depositario di una dignità oggi annicchilita», ha detto Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti civili del Senato, una lunga carriera politica alle spalle da Lotta continua a responsabile nazionale dei Verdi. «Non ci arrendiamo a un carcere che produce delinquenza e recidiva di massa, alziamo la voce contro uno Stato brigante e ai suoi bizantinismi buoni solo per coprire le responsabilità come dimostra il rinvio di un decreto già annunciato dal ministro della Giustizia», ha scandito le parole Luigi Amicone, esponente di Comunione e Liberazione e direttore della rivista Tempi .
VOGLIA DI RIFORMA Due storie personali e politiche unite da una battaglia: «Solo l'amnistia può introdurre elementi di normalità che permettano una radicale riforma di un sistema carcerario al collasso» (Manconi); «svuotare le carceri è un atto dovuto, sapendo che la giustizia è il vero nodo che sta strangolando l'Italia (Amicone). Parole che hanno dato un senso ai concetti di Marcello Seddone che spiegando la necessità di «parlare di tutto con tutti» ha ricordato il dibattito con Renato Curcio sul 41-bis, la conferenza dela garante per la privacy Antonello Soro e l'appuntamento finale previsto a fine anno quando sarà ricordati i 30 anni dello sciopero della fame del nucleo storico delle Brigate Rosse a Badu 'e carros sostenuto dal cappellano del carcere don Salvatore Bussu e dal vescovo Giovanni Melis.
INNOCENTI IN CELLA Quanto il problema penitenziario sia sentito e drammaticamente attuale anche a Nuoro durante il dibattito coordinato dal giornalista Michele Tatti, è stato certificato da don Francesco Mariani che ha raccontato alcuni significativi episodi sulla «tortura dolce della carcerazione preventiva» usata ancora oggi per ottenere confessioni e chiamate in correità: «La lettera scritta da Gabriele Cagliari prima di suicidarsi - ha detto il sacerdote direttore di Radio Barbagia - dovrebbe essere riportata in tutte le antologie scolastiche». Sullo sfondo i dati di una ricerca dell'associazione Buondiritto di Manconi sull'ultimo indulto del 2006: il 68 per cento dei detenuti non beneficiati è tornato a delinquere rispetto al 33,8 («percentuale alta») di chi ha usufruito del condono e di questi gli stranieri registrano un meno 7 per cento. A rendere attuale la richiesta di amnistia, come il 14 novembre del 2002 nello storico discorso in Parlamento del Papa Giovanni Palo II, è lo stesso Governo.
GIUSTIZIA BLOCCATA «Come classe politica dobbiamo avere il coraggio di sfidare l'opinione pubblica», ha detto il deputato nuorese Giuseppe Luigi Cucca sottolineando da avvocato l'ulteriore problema della depenalizzazione perché «gli uffici giudiziari sono paralizzati dai carichi pendenti».
