QUARTU Nel computer c'era pure la cartella “prof”. All'interno video hard amatoriali, con protagonisti alunni adolescenti e insegnanti. Tutti girati tra i banchi di decine di scuole italiane che gli investigatori della Polpost di Cagliari stanno ancora cercando di individuare. Non nella sua però, il liceo classico “Motzo” di Quartu, dove lo stimato vicepreside Dettin Alessandro, 58 anni, sposato e padre di due adolescenti, finito agli arresti domiciliari su ordine del Gip Cristina Ornano, sino a ieri insegnava italiano e storia ed era - come si dice - ben voluto da tutti, ragazzi e colleghi.
IMMAGINI RACCAPRICCIANTI Ma scavare nella incredibile doppia vita del professor Dettin, originario di Schio, da 20 anni residente nella terza città dell'Isola, è stato per gli inquirenti come scendere tutti i gradini dell'inferno, senza potersi risparmiare nulla. Complessivamente - tra cd, dvd, hardware esterni e dei computer - i tecnici della Polizia postale hanno tirato fuori ben 119.152 file pedopornografici, scaricati in prevalenza attraverso E-mule. Foto e filmati di minorenni, in alcuni casi poco più che neonati, costretti a fare sesso tra loro o con adulti e definiti «raccapriccianti» sia dal giudice Ornano che dal pm Danilo Tronci titolare dell'inchiesta. «Scene di violenza sconvolgenti e di inaudita brutalità in danno di minori del tutto indifesi», scrive il giudice, che poi spiega: «Numerosissime sono le immagini relative a bambini, in alcuni casi infanti e neonati, costretti da adulti a subire e compiere atti sessuali».
L'EROE NORMALE In questa storia squallida e terribile c'è però anche un piccolo grande eroe. È un ragazzo bolognese, si chiama Luca Terzi, e grazie a lui gli investigatori sono riusciti a smascherare il presunto pedopornografo. Nel novembre 2009 Dettin lo aveva contattato su una chat, spacciandosi per una 18enne di nome Alexa. I due avevano conversato, poi si erano scambiati le mail. E proprio attraverso il suo indirizzo di posta - aldett@tiscali.it - il docente quartese aveva iniziato a inviare al giovane immagini sempre più spinte di adolescenti nude o in pose sessuali esplicite. Luca Terzi deve essere un bravo ragazzo, perché una volta capito con chi aveva a che fare non ci ha pensato due volte ed è andato alla polizia, consegnando le foto e fornendo l'indirizzo email della fantomatica Alexa.
LE INDAGINI Attraverso quei dati si è risaliti all'“Ip” in uso a Dettin e a quel punto l'inchiesta è passata alla Polpost di Cagliari che, il 28 aprile 2011, al comando dell'ispettore Roberto Manca, ha bussato alla sua casa di via Praga dove vive con la moglie e i figli. Durante la perquisizione, durata ore, furono sequestrati pc e i supporti informatici. Un vaso di Pandora agghiacciante: migliaia di file porno con minori archiviati per età, video girati nelle scuole, collegamenti a 18 siti usati per il peer to peer dal network mondiale dei pedofili, alcuni persino inseriti tra i “preferiti”. Se ci sono voluti 24 mesi per arrestarlo è perché estrapolare quelle immagini è stato un lavoro colossale quanto ingrato. Alla fine il pm Tronci ha chiuso il cerchio chiedendo le manette, che il Gip ha concesso senza esitazioni anche perché «l'indagato lavora con minori». Una scelta obbligata e pure azzeccata, se è vero, come pare, che durante la perquisizione di ieri la Polpost ha trovato nuovi file scaricati di recente, nonostante il prof sapesse da due anni di essere nel mirino.
FANTASMI Sia chiaro: al momento Dettin non è colpevole di nulla perché prima deve essere processato. Si difenderà, «spiegherà tutto», ha già annunciato il suo avvocato Marco Becchis. Ma se le devastanti accuse fossero confermate, allora resterebbe da rispondere alla domanda su come sia possibile che una persona apparentemente normale, addirittura un educatore, coltivi simili perversioni senza che nessuno, neanche i suoi cari, si accorga di nulla. Ce lo hanno spiegato in tutte le salse, i pedofili sono invisibili, fantasmi dalla faccia pulita che si mimetizzano perfettamente tra noi. Ma la verità è che lo si capisce davvero solo quando accade nel nostro ristretto recinto di conoscenze o amicizie. Ed è sempre una presa di coscienza sconvolgente.
Massimo Ledda
