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L'unione sarda. Ecco il pacchetto-giovani

Un miliardo e mezzo di euro per creare 200mila posti di lavoro L'Iva bloccata sino a ottobre, domani attesa per gli altri fondi Ue

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ROMA Via libera al primo pacchetto di misure per rilanciare l'occupazione, in particolare quella giovanile: un pacchetto da circa 1,5 miliardi di euro, destinato in gran parte - quasi 800 milioni - agli sgravi contributivi per le assunzioni stabili di giovani under 30 in condizioni di difficoltà, soprattutto al sud ma non solo. E che va ad incidere su una platea di 200 mila giovani, di cui la metà, 100 mila, come nuovi occupati creati dagli stessi incentivi.
IL VIA LIBERA Gli interventi, che hanno avuto l'ok del Consiglio dei ministri insieme al rinvio di tre mesi dell'aumento dell'Iva dal 21 al 22% che sarebbe scattato il primo luglio, sono «il primo passo», insiste il governo, per aumentare l'occupazione e l'inclusione sociale. «Puntiamo a dare un colpo duro alla grandissima piaga della disoccupazione giovanile», che è «la bandiera di una battaglia che vogliamo combattere con forza e determinazione», dice il premier Enrico Letta.
LA SFIDA Una lotta alla disoccupazione che è una «sfida» per tutto il sistema Paese, in cui occorre «riavviare con urgenza un processo equilibrato e sostenibile di sviluppo e di crescita dell'occupazione», torna ad ammonire il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un messaggio all'assemblea delle cooperative.
IL VERTICE Il presidente della Repubblica ieri, a sorpresa, ha ricevuto Berlusconi, con il quale ha proceduto a un ampio scambio di opinioni sul momento politico e istituzionale, come ha riferito una nota del Quirinale. Nel colloquio è stato confermato «il netto orientamento» dell'ex presidente del Consiglio di «confermare il sostegno suo e del Pdl al Governo e all'azione che è impegnato a svolgere».
L'ATTESA Tornando al decreto, Letta parla di provvedimento importante, alla vigilia del Consiglio europeo che si apre oggi a Bruxelles, e twitta l'ok del governo italiano al Piano nazionale. A questi primi interventi seguirà, infatti, un secondo gruppo di misure che verrà definito non appena le istituzioni europee avranno approvato le regole per l'utilizzo dei fondi strutturali 2014-2020. Intanto queste prime decisioni, sottolinea Letta, «andranno ad aiutare l'assunzione in un arco di tempo di 18 mesi» che secondo le stime «potrebbe interessare 200mila giovani italiani, con intensità maggiore nel centro sud». Di questi, «100mila saranno coloro che potranno beneficiare degli sgravi contributivi» con la creazione di altrettanti posti di lavoro, spiega il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, mentre altri 100mila sono coinvolti nelle misure di «inclusione», dagli stage all'autoimprenditorialità. Nell'ambito di un pacchetto che punta a contrastare anche il disagio sociale e pertanto stanzia 167 milioni per sostenere le famiglie del Mezzogiorno in estrema povertà.
LE ASSUNZIONI I sindacati guardano con favore agli incentivi per le assunzioni stabili. Per i quali vengono stanziati 794 milioni nel quadriennio 2013-2016 (500 milioni per il sud, 294 milioni per il centro-nord) per incentivare l'assunzione di giovani tra i 18 e i 29 anni (senza impiego da sei mesi o con il solo diploma di scuola media, soli o con familiari a carico) entro il 30 giugno 2015, che aumentino la base occupazionale, con l'azzeramento dei contributi per i primi 18 mesi nei casi di nuove assunzioni a tempo indeterminato e per 12 mesi nei casi di trasformazione da tempo determinato a indeterminato. Il tetto è di 650 euro al mese per lavoratore.
I COMMENTI Il fatto che il provvedimento punti sulle assunzioni a tempo indeterminato «è un segnale positivo», commenta il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, insistendo però sul taglio delle tasse su lavoratori e pensionati. Anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di «primo segnale positivo» ma «serve più coraggio, nella redistribuzione del carico fiscale a favore di famiglie e imprese per riattivare consumi e investimenti». Dello stesso avviso Guglielmo Loi (Uil), che pur riconoscendo che il decreto costituisce «un primo passo, va detto che da solo non basta».
GLI F35 Intanto, ieri la Camera ha approvato, con 381 sì la mozione dalla maggioranza sugli F35. I no sono stati 149. In precedenza era stata bocciata la mozione di Sel con 378 voti contrari e 136 voti a favore. Il documento impegna il governo a dare impulso a iniziative per la crescita della Difesa comune europea. L'altro impegno è quello di non procedere a nessuna acquisizione sul programma sugli aerei F35 senza che il Parlamento si sia espresso.

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