Codice rosa oltre l'emergenza: è stato illustrato ieri nei dettagli a Nuoro il protocollo operativo di intervento, assistenza, supporto e tutela delle vittime della violenza di genere. D'ora in avanti tutte le donne e ragazze maltrattate che finiscono al Pronto soccorso del San Francesco, spesso con lesioni gravissime (non di rado anticamera dell'omicidio) saranno prese in carico da una task force di assistenza all'interno di un iter protetto che dalle prime cure le accompagnerà verso l'uscita dal calvario.
TEAM SPECIALIZZATO Non più azioni esclusivamente d'urgenza, dunque. A disposizione delle pazienti ci sarà una procedura standard e un team specializzato e coordinato formato da Asl di Nuoro, Comando dei carabinieri, Questura, Procura, Servizi sociali, Rete rosa. Punto di partenza una sala attrezzata all'interno del Pronto soccorso ma riservata, lontana dai flussi quotidiani che invadono il reparto, all'interno della quale ci sono medici infermieri e psicologi. Dopo le prime cure, l'eventuale ricovero talvolta cautelativo e l'accertamento dell'origine delle ferite, l'informativa viene diramata alle forze dell'ordine e intanto si provvede a repertare le prove, operazione che si rivelerà preziosissima qualora la vicenda arrivi tra le carte della Procura. Nel frattempo si procede con il sostegno psicologico.
Ì DRAMMI Sullo sfondo drammi socialmente e geograficamente trasversali, consumati per la maggior parte dentro le mura domestiche. Storie di vite vissute nel terrore: «Basti solo pensare», fa sapere Luisanna Porcu, presidente di Rete rosa che dal 2003 ha offerto assistenza a circa mille donne tra Nuoro e provincia, «che quando si chiede a una vittima se il partner violento beva, la risposta emblematica è: magari bevesse, almeno si addormenterebbe». Tanto ancora il sommerso, numerosissimi i casi di vittime che negano quanto subìto anche in maniera reiterata, o che ritirano la querela perché il loro aguzzino ha chiesto scusa, in un intreccio di aggressività e illusione d'amore che conduce a continue ricadute e altissimi tassi di peggioramento. Per questo è indispensabile una squadra preparata, consapevole di essere davanti a un percorso accidentato.
GLI ARTEFICI Promotori il gruppo del Pronto soccorso, il direttore Stefano Sau insieme a Nicolava Arru, l'ufficio Formazione con Caterina Capillupo, l'équipe di Psicologia della salute guidata da Luca Deiana, in prima linea Loredana Sanna che ha condotto una ricerca tra gli operatori. Ieri alla Satta erano con loro il direttore generale della Asl Antonio Maria Soru, il comandante provinciale dell'Arma Vincenzo Bono, i carabinieri e i poliziotti che hanno partecipato ai corsi di formazione, Rosaria Licata della Rete antiviolenza di Palermo. Per la Procura è intervenuto il pm Giorgio Bocciarelli. Ha coordinato i lavori don Francesco Mariani.
Francesca Gungui
