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L'unione sarda. Economia rosa pallido

PROVINCIA. Nuorese in controtendenza rispetto alla media nazionale

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NUORO Nonostante i diversi interventi attuati per stimolare le attività imprenditoriali, il Nuorese accusa una forte flessione dei principali indicatori statistico/economici. Anche l'imprenditoria femminile che negli ultimi anni aveva manifestato vigore e vitalità crescendo a ritmi sostenuti, mostra i primi segni di debolezza con un decremento delle attività registrate. Il dato, divulgato dalla Camera di Commercio di Nuoro durante la giornata dell'Economia, evidenzia un calo delle attività condotte dalle donne pari al 8,96 per cento. Queste ultime passano dalle 11.191 registrate nel 2011 alle 10.118 presenti nel 2012. Un segnale di allarme, per una crisi che giunge nel nostro territorio con un po' di ritardo rispetto al resto d'Italia.
DATI UNIONCAMERE L'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere rileva che nel 2012 le imprese “rosa” sono aumentate in Italia dello 0,5 per cento, con una crescita superiore a quella del totale delle imprese nazionali (+0,3 per cento). Anche il dato regionale è in crescita, con un incremento dello 0,38 per cento e un totale di 40.846 imprese. Unico aspetto positivo è che, nonostante il brusco calo, nel Nuorese/Ogliastra si concentra circa un quarto del totale delle attività femminili presenti in Sardegna, segno inequivocabile di una buona propensione delle donne nuoresi a fare impresa.
VOCE DI DONNA «Quello che attualmente stiamo attraversando - dice Maria Antonietta Cossu, presidente del comitato per l'imprenditoria femminile nel Nuorese - è sicuramente un momento difficile. È vero che nel 2012 c'è stato un brusco calo delle imprese guidate da delle donne. Va tuttavia ricordato che il Nuorese è un territorio ricco di imprenditrici che hanno saputo creare realtà di notevole successo. Senza dubbio sia il calo dei consumi che il minor flusso turistico del 2012 hanno condizionato negativamente il saldo dell'imprenditoria femminile, considerato anche il fatto che, nel nostro territorio, queste si addensano prevalentemente nel settori ricettivo, commerciale e agroalimentare, ma non dev'essere, questo, un motivo di scoraggiamento». La parola d'ordine è non cedere. «Come comitato - aggiunge Maria Antonietta Cossu - il nostro impegno è quello di stimolare la sensibilità delle donne verso le attività imprenditoriali, non solo mediante la costituzione di nuove realtà ma anche attraverso la valorizzazione di quelle già esistenti. Attualmente, per esempio, stiamo lottando per il riconoscimento del marchio doc a “Su filindeu”, . Inoltre, per quest'anno, abbiamo intenzione di organizzare una serie di manifestazioni dal nome Mani delle donne, che per promuovere la tipicità e l'incredibile raffinatezza dei prodotti creati dalle donne. Il punto di partenza per una giusta promozione dei prodotti di eccellenza e qualità che potrebbe e dovrebbe trovare spazio anche nel mercati mondiali.
Simone Tatti

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