È un discorso demagogico, forse, ma pensare che rinunciando a un F35 (il supercaccia a decollo verticale, 82 milioni di euro l'uno) si potrebbero comprare quattro Canadair CL-415 (i migliori velivoli antincendio, dal costo a esemplare di 24 milioni), fa ribollire il sangue. Anche perché la Sardegna, che l'anno scorso disponeva di tre aerei e adesso ne ha due, è tra le regioni più esposte alla piaga dell'estate: gli incendi.
ALLARME Caldo e vento sono i nemici numero uno del nostro territorio, a cui si sono aggiunti i pesanti tagli decisi dal Governo Monti, poco prima che cedesse la mano al gabinetto di Enrico Letta. La flotta di questo aereo, concepito negli anni '90, costruito prima dalla Canadair e adesso dalla Bombardier Aerospace, è passata dai trenta esemplari dello scorso anno ai diciannove di questo, di cui quindici operativi contemporaneamente, perché quattro, per le indispensabili manutenzioni, sono costretti a rimanere a turno a terra.
NELL'ISOLA Alla Sardegna sono toccati due velivoli, con base a Olbia, città considerata strategica per la lotta agli incendi. Il problema è che sarà più difficile ottenere supporto dagli aerei stanziati a Ciampino e Trapani, dal momento che i tagli sono generalizzati e che quindi anche gli altri territori devono fare i conti con una coperta altrettanto corta. Tra l'altro, la gestione della flotta è passata dalla Protezione civile ai Vigili del fuoco, che devono fare già i salti mortali per far quadrare i conti del loro sempre più asfittico bilancio.
IL RIMEDIO La Regione Sardegna ha deciso di rimediare con gli elicotteri. Proprio l'altro giorno è entrato in servizio il dodicesimo esemplare, basato nell'elisuperficie del Limbara, il monte che sovrasta Tempio, una delle capitali sarde degli incendi, dove già ne operava uno. Si tratta di un Ecureuil AS 350 B3 e si aggiunge agli altri undici presenti nell'Isola, tutti noleggiati dalla Regione. Il fatto è che uno di questi elicotteri (l'altro tipo in servizio è l'Aerospatiale 315 B, anch'esso di fabbricazione francese) può scaricare sul focolaio novecento litri di acqua. Il Canadair cinquemila, oltre cinque volte tanto. Una differenza abissale.
L'ASSESSORE Andrea Biancareddu, assessore regionale dell'Ambiente, deve arrangiarsi con quello che passa il convento. «Le condizioni di vulnerabilità del nostro territorio sono aggravate dai tagli finanziari imposti dallo Stato. Per sopperire almeno in parte a tale criticità abbiamo disposto il potenziamento della flotta elicotteristica regionale, mettendo a disposizione del Corpo forestale le risorse necessarie per operare il dodicesimo velivolo».
GLI UOMINI Il personale impiegato per contrastare gli incendi è tutt'altro che scarno. Ben novemila uomini, più i vigili del fuoco, tra Protezione Civile, barracelli, volontari e forestali operano su un territorio vasto 24.090 chilometri quadrati (la Sardegna è la terza regione in Italia per estensione dopo la Sicilia e il Piemonte), ma non ci sono dubbi che l'opera più efficace è quella svolta dal cielo. Ecco perché la riduzione della flotta dei Canadair suona come un sinistro campanello d'allarme.
I RIMEDI Siamo alle solite: la prevenzione. È questa l'autentica arma che permetterebbe di limitare i danni e di realizzare un consistente risparmio di denaro. «È necessaria una forte azione preventiva per contenere e contrastare il fenomeno degli incendi estivi», sottolinea Biancareddu, che raccomanda ai cittadini e a tutti coloro che esercitano attività produttive nel territorio, «di rendersi partecipi della prevenzione dagli incendi boschivi, applicando le prescrizioni antincendio e segnalando al 1515 ogni insorgenza e notizia utile ad assicurare alla giustizia i piromani».
IL CONTROLLO Sarebbe necessario, però, tenere sotto controllo il territorio, con un sistema di telecamere o attraverso i satelliti, perché una volta sviluppatosi l'incendio, i danni sono certi, e chi interviene può solo limitare gli effetti devastanti ed evitare che i roghi facciano vittime, circostanza niente affatto rara in Sardegna, come le cronache recenti e passate hanno purtroppo raccontato.
BISOGNO DI SOLDI Il tutto si riduce al maledetto, disperato bisogno di soldi che hanno le esauste casse dello Stato. Si taglia dappertutto e a volte con poco discrimine. La drastica riduzione delle risorse per la lotta agli incendi non appare del tutto giustificata. E, tornando alla demagogica (forse) questione degli F35, come hanno ricordato la settimana scorsa i sindacati di base dei Vigili del fuoco, nel corso di una manifestazione di protesta a Novara, con un decimo delle risorse per i nuovi cacciabombardieri si potrebbe costituire la migliore flotta antincendio del mondo e con i soldi che servono per comprare un casco per un pilota di F35, si potrebbero acquistarne centinaia per i pompieri. Sarà anche demagogia, ma speriamo che di questi discorsi non resti solo fumo e cenere.
Ivan Paone
