«Se l'articolo 4 della legge 10 non può essere applicato perché è ritenuto generico, chiediamo che sia predisposta e approvata immediatamente dal Consiglio regionale una norma interpretativa che possa chiarire tutti i punti interessati. La legge 10 non deve però essere in alcun modo modificata».
BATTAGLIA I lavoratori della formazione professionale, inquadrati nell'ex legge 47, non vogliono arrendersi, non si accontentano delle promesse e chiedono che la Regione risolva una volta per tutte la loro vertenza. Fino al prossimo 31 dicembre, gli 85 operatori, di cui la maggior parte sono attualmente in cassa integrazione e una decina in mobilità , continueranno a lavorare in utilizzo agli enti, con il sostegno degli ammortizzatori sociali.
RIFORMA La risoluzione definitiva, secondo la Regione, potrà arrivare solo con la legge di riforma della formazione professionale. Nel frattempo, in attesa che il Consiglio approvi il testo unico, l'assessore regionale al Lavoro Mariano Contu ha ribadito recentemente che si stanno valutando soluzioni alternative all'articolo 4 della legge regionale 10. Gli operatori, al contrario, continuano a ribadire che quella norma non è stata impugnata dallo Stato e che deve essere applicata. «Appoggiamo le iniziative dei sindacati», spiegano Dimitri Langiu e Maria Antonietta Pippia, portavoce dei lavoratori «per migliorare anche le condizioni dei colleghi che sono occupati negli enti di formazione».
LA MOZIONE A sostegno dei lavoratori, oltre a una mozione del consigliere regionale del Pd Cesare Moriconi - che dovrebbe essere discussa in Consiglio la settimana prossima - si sono schierate le segreterie regionali della Cisl e della Cgil. «I lavoratori», spiega in una nota Peppino Loddo, segretario regionale Flc Cgil Sardegna «hanno diritto all'immediata applicazione della legge, attraverso l'emanazione e l'avvio di concreti atti e procedure amministrativi. Non condividiamo, se mai ci fossero, tentativi volti alla abrogazione o all'annullamento degli effetti di questa legge. Noi della Flc Cgil, ribadiamo quanto sottoscritto e concordato nel documento unitario con Cisl e Uil». (e. b.)
