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L'unione sarda. Attenzione sempre alta

Le istituzioni vogliono debellare peste e trichinellosi

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La peste suina africana e quella classica, insieme alla trichinellosi, in Sardegna non sono state ancora battute. Nonostante gli sforzi e gli impegni economici, quelle malattie sono ancora presenti nell'Isola. Non a caso è ancora vietata l'esportazione oltre i confini della regione della carne di maiale e dei suoi derivati.
Per far fronte a questa situazione che danneggia l'intero settore, la Regione ha varato un piano che va ad affiancarsi al decreto dell'assessore alla Sanità Simona de Francisci sulla cattura e l'abbattimento dei suini non censiti.
Tutti gli interventi sono orientati su un duplice fronte: debellare la peste suina e valorizzare il prodotto sardo, che non ha nulla da invidiare agli altri salumi prodotti in continente.
In Sardegna esiste anche un altro problema oltre la peste suina, ed è quello legato alla trichinellosi: si tratta di una malattia particolarmente insidiosa che può contagiare l'uomo. È successo otto anni fa a Orgosolo quando 25 persone, che avevano mangiato salsiccia prodotta in casa da un unico animale, erano finite in ospedale. A causare la trachinellosi sono vermi nematodi di forma cilindrica, parassiti dei cinghiali e anche delle volpi. La trasmissione del parassita all'uomo avviene per per via alimentare, attraverso il consumo di carni crude o poco cotte.
Anche su questo fronte l'attenzione delle Istituzioni è altissima, inclusa quella della magistratura.

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