La Regione ha messo in campo due nuovi piani per gestire le emergenze sanitarie della peste suina africana e della Blue tongue. Il primo prevede norme più severe contro il pascolo brado, maggiore chiarezza su requisiti sanitari e di biosicurezza nelle aziende suinicole, ma anche sulla procedura di sorveglianza e d'intervento in seguito a segnalazioni sulla presenza di maiali bradi. L'atto è stato firmato dall'assessore della Sanità Simona De Francisci, assieme a quello che riguarda il morbo della Lingua blu.
PESTE SUINA Il documento chiarisce quanto era stato richiesto dalla Commissione europea in seguito all'audit Food veterinary office del marzo scorso. Sono state aggiornate alcune prescrizioni sulle deroghe ottenute dalla Regione come, ad esempio, quelle sulla macellazione.
Sulle problematiche della peste suina, ieri è stato lanciato alla Regione un appello dal presidente regionale di Copagri, Ignazio Cirronis, che ha chiesto maggiore efficienza da parte delle strutture regionali contro la lotta alle pesti suine e alla trichinellosi, con la predisposizione di un impianto pubblico per lo smaltimento dei resti animali. La proposta è stata avanzata da Copagri Sardegna, dopo la scoperta di una raccolta illegale di scarti di macellazione destinati, probabilmente, alla produzione di farine animali.
Gli allevatori affrontano da tanti anni alti costi di smaltimento, imposti da una situazione di monopolio. Questo aspetto ha scoraggiato quelli che, a loro rischio, non hanno seguito le procedure di legge. «Ciò che manca è l'azione di controllo del territorio», chiarisce il presidente Cirronis, «volta a scoraggiare l'allevamento di animali fuori controllo e non anagrafati».
Dalla Confederazione regionale dei produttori agricoli arriva anche una valutazione su quanto avvenuto nella commissione regionale Sanità . I vertici di Copagri non capiscono perché sia stato ritirato il disegno di legge presentato dalla Giunta, che prevedeva una spesa di 6 milioni di euro, indirizzata a favorire il confinamento degli animali bradi, da tenere sotto controllo.
LINGUA BLU Resta alta l'attenzione anche sul fronte della Blue tongue, la febbre catarrale degli ovini. Le criticità segnalate riguardano la mancanza di vaccini nelle Asl e gli aspetti legati alle lunghe procedure per ottenere gli indennizzi. La Coldiretti di Nuoro-Ogliastra propone, attraverso il presidente Simone Cualbu, l'attivazione di un'unità di crisi per gestire una situazione di emergenza «sconcertante: con un bilancio drammatico di circa 10mila capi morti e abbattuti, con danni per oltre 2 milioni di euro, oggi ci ritroviamo punto e a capo».
Molti allevatori, rileva Aldo Manunta, direttore della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, chiedono di poter vaccinare ma le Asl non hanno a disposizione i vaccini. Intanto l'assessore De Francisci ha firmato il decreto con le nuove norme che le Asl dovranno osservare per la campagna di profilassi dell'anno in corso.
Eleonora Bullegas
