Dal nostro inviato
Vito Fiori
SAN TEODORO Da Palazzo Grazioli, ieri mattina, è arrivata la smentita. Una nota ufficiale, abbastanza stringata: «Sabato scorso, 6 luglio - si legge nel comunicato - contrariamente a quanto riporta stamani un quotidiano sardo, citato a sua volta da agenzie di stampa, il presidente Berlusconi si è trattenuto tutto il giorno nella sua residenza di Arcore. In nessun altro giorno si è recato in Sardegna e non ha mai incontrato il presidente Nazarbayev durante il suo soggiorno in Italia». Smentita stringata e, a dire il vero, prevedibile. I fatti, rivelati da un testimone, raccontano tutt'altra storia. E cioè che l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incontrato a Puntaldìa - in un vertice che doveva rimanere segretissimo - il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev. «Che fosse Berlusconi lo giurerei sui miei figli - ribadisce il testimone (ritenuto dal cronista fonte qualificata) che, per motivi legati al suo lavoro, deve rimanere anonimo -. Che mi importa di dire una cosa anziché un'altra? L'ho visto e basta».
LE VACANZE DI NAZARBAYEV Era la prima volta a Puntaldìa per Nursultan Nazarbayev. Non c'era mai stato prima e probabilmente ci tornerà, anche presto. Stando a quanto ha fatto sapere prima che lasciasse quest'angolo riservato di Gallura e rientrasse in Kazakistan, intenderebbe trascorrere qualche settimana ad agosto proprio qui. Nella piazzetta che si affaccia sul porto e guarda a Tavolara lo hanno visto un paio di volte, sempre circondato dal suo personale servizio d'ordine, una ventina di persone.
IL COMMERCIALISTA Per lui e il suo staff, Ezio Maria Simonelli, proprietario del compendio “H2O” (alcune ville di lusso distribuite in un parco di svariati ettari), aveva fatto realizzare una serie di lavori. Tra i quali la sistemazione di un enorme cancello per agevolare l'accesso di grosse auto. Simonelli, commercialista, procuratore di calciatori di fama, amico di Silvio Berlusconi, ha messo a disposizione del presidente kazako tre ville per gli otto giorni di vacanza a Puntaldìa (dal 5 al 12 luglio). Nazarbayev avrebbe voluto anche le altre, perché per abitudine non vuole nessuno vicino, ma non è stato possibile.
LA SMENTITA UFFICIALE Il giorno 6 luglio, sabato, ventiquattr'ore dopo il suo arrivo, è stato raggiunto da Berlusconi in gran segreto, con un elicottero atterrato nel grande giardino dell'H2O poco prima delle 22. La storia è trapelata, ma ieri è arrivata puntuale la smentita. Che contrasta però con il racconto di alcuni testimoni. Uno dei quali, peraltro, avendo visto e riconosciuto proprio l'ex presidente del Consiglio, e senza sapere chi fosse Nazarbayev né chi rappresentasse («per me era solo uno dei tanti ricconi che vengono qua»), la mattina dopo ha descritto a diverse persone la scena della sera precedente. E ci sono altri particolari. Per esempio, la presenza di diverse auto della polizia e dei carabinieri giusto quella sera di sabato 6 luglio. Perché non c'erano il giorno prima? E, soprattutto, perché non c'erano nemmeno nei giorni successivi?
SICUREZZA Il dittatore kazako aveva un suo schieramento di forze e non risulta che gli sia stata assegnata una scorta aggiuntiva. Certo, una pattuglia dei carabinieri e, a turno, della polizia teneva d'occhio quei tre cancelli che portano alle ville. Mentre il movimento notato quel sabato non farebbe che confermare l'improvviso blitz del Cavaliere per incontrare Nazarbayev. Ancora: le forze dell'ordine e gli uomini della vigilanza di Puntaldìa davanti ai cancelli e su entrambi i lati della strada invitavano gli automobilisti ad aumentare la velocità e liberare in fretta quel tratto. Perché?
