Cinque su cinque. I progetti per la realizzazione di parchi eolici nel mare di Cagliari presentati fino al 2012 hanno ricevuto sempre il parere negativo della Capitaneria di Porto. In totale, il Golfo degli Angeli è stato minacciato da 290 pale eoliche, che avrebbero occupato complessivamente una porzione d'acqua di quasi 30 mila ettari.
LA RITIRATA Quattro dei cinque progetti presentati tra il 2009 e il 2010 per costruire un mega-parco eolico (dell'ideale lunghezza di sedici chilometri) tra Cagliari e Pula sono stati ritirati quasi subito. L'ultimo a essere accantonato è stato quello della Trevi Energy di Cesena, che dopo un primo no aveva ridimensionato le proprie mire, passando da 90 a 33 aero-generatori e rinunciando alla realizzazione di un impianto per l'allevamento dei mitili. Come negli altri casi, i progetti prevedevano la costruzione di torri alte un centinaio di metri sul pelo del mare.
MOBILITAZIONE Le società che avevano manifestato interesse hanno deciso di soprassedere, anche grazie alla mobilitazione popolare che si era scatenata dopo la presentazione delle opere che avrebbero modificato il panorama del Golfo di Cagliari. I comitati popolari e la protesta in Parlamento, in Consiglio regionale e nelle amministrazioni locali, insieme alle inchieste di stampa, hanno consentito di vincere tutte le battaglie.
LO STRUMENTO Ma l'unico vero strumento per opporsi ai progetti è il parere della Capitaneria. Anche se in passato c'è chi ha ipotizzato la strada del conflitto di attribuzione sulle competenze per il rilascio della Valutazione di impatto ambientale. Un problema da sollevare davanti alla Corte costituzionale. In tanti hanno chiesto alla Regione di rivendicare la competenza primaria in merito alle concessioni. Il primo progetto era stato depositato il 17 marzo 2009 dalla Sostenergy di Cagliari, per 100 pale eoliche e una capacità d'impianto complessiva di oltre 100 megawatt. Un altro elaborato è stato invece presentato dalla Ecopowernet di Varese, che il 15 luglio 2009 ha chiesto in concessione per 50 anni una porzione di circa 5 chilometri quadrati, a tre miglia dalla costa, per installare 80 rotori, per una potenza stimata in 100 megawatt.
IL PIANO La società Licata Energy di Treviglio (in provincia di Bergamo) ha invece fatto la propria proposta il 29 settembre 2009: l'azienda lombarda chiedeva la concessione per 30 anni di uno specchio di mare tra “Orti su Loi” e Villa d'Orri , per 2 chilometri quadrati. L'intenzione era quella di installare 20 pale eoliche, in grado di produrre 5 megawatt ciascuna.
L'ULTIMO TENTATIVO Infine, il progetto della Trevi Energy di Cesena: 5 i chilometri quadrati richiesti, 90 le pale che dovevano formare il parco eolico, con l'aggiunta di un impianto per l'allevamento di mitili. Ma il progetto è stato poi rivisto al ribasso: l'ultima offerta parlava di 33 pale da 3 megawatt l'una. Anche quest'ultima versione è però stata bocciata. E la chiusura della pratica di fronte al ministero delle Infrastrutture è arrivata, dopo il «no» della Capitaneria, a marzo del 2012.
M. R.
