I signori del vento sono tornati. E questa volta, dopo aver abbandonato il progetto di trasformare lo specchio d'acqua di fronte a Cagliari in un parco eolico off-shore, puntano dritti sul mare di Sarroch. Dove la società Eos vorrebbe costruire decine di pale, per trasformare l'energia del vento in elettricità. Dopo la bocciatura dei cinque progetti presentati tra il 2009 e il 2010 (in tutto 290 pale eoliche spalmate su circa 30mila ettari) ora un'azienda ha chiesto una concessione demaniale di cinquant'anni per installare ventiquattro rotori al largo del Golfo degli Angeli, più o meno di fronte alla raffineria della Saras.
PRIMO STOP La Capitaneria di porto di Cagliari, che ha esaminato la pratica, ha già comunicato al Ministero delle Infrastrutture «diverse condizioni ostative», dando sostanzialmente un parere negativo, legato a questioni di sicurezza e non solo. «Un parco eolico nel mare di Cagliari è in grado di incidere su interessi protetti, come la sicurezza della navigazione che è curata, secondo quanto stabilisce il Codice, dal comandante del porto», dice Carlo Balata, capitano di corvetta a capo della sezione Demanio della Capitaneria.
INCOMPATIBILI Le pale eoliche non sarebbero compatibili con le attività che si affacciano sulla costa e in particolare quelle legate ai quattro scali del Golfo: «Il porto commerciale di Cagliari, il porto canale, il pontile della Syndial e il polo petrolchimico di Sarroch», potrebbero essere ostacolati dalla costruzione di un parco eolico per via «delle riduzioni degli spazi di manovra delle navi». Ancora: «Ci sarebbero sicuramente maggiori difficoltà per far approdare navi a grande pescaggio. E si potrebbero creare problemi anche alle attività economiche», chiarisce Balata.
LA SOCIETÀ Il nome della società, inizialmente top secret, è saltato fuori da ambienti vicini al ministero delle Infrastrutture. La Eos, sino allo scorso anno, era una società con capitale sociale di 10 mila euro (la sede legale a Cagliari, in via Agrigento, presso l'ufficio di un commercialista) ma dietro c'era una proprietà (al 99 per cento) della Bbc power di Milano e (per il restante 1 per cento) dell'amministratore unico Andrea Cotrufo, residente a Messina. La Bbc power, società con appena ventimila euro di capitale deliberato e 5 mila versato, risultava di proprietà (al 60 per cento) della Boldrocchi srl di Biassono (Milano), al 30 per cento di Nanni Bassani Antivari (residente nel principato di Monaco) e al 10 per cento della milanese Regina De Albertis.
IL PROGETTO Negli uffici della Capitaneria, guidati dal comandante Vincenzo Di Marco, è stato depositato un progetto che prevede la realizzazione di 24 turbine (tre gruppi da otto impianti) installate su torri alte circa 100 metri, a circa 15 chilometri dalla costa. Ma più aumenta la profondità del mare, più è difficile realizzare torri che siano in grado di resistere alla forza del vento e del mare.
IL PORTO Anche le attività del porto sono interessate: ora i rimorchiatori entrano in azione per guidare i giganti del mare fino alle banchine dello scalo industriale di Macchiareddu solo nell'ultimo miglio. Un parco eolico di fronte alla costa li obbligherebbe a iniziare l'intervento più al largo.
IL “NI” DELL'AUTHORITY In primavera anche l'Autorità portuale di Cagliari è stata coinvolta nell'esame del progetto. E anche da questo versante è arrivato un parere negativo, almeno alla proposta attuale. «Ma se il parco eolico dovesse portare un beneficio, potrei anche modificare il mio giudizio», spiega il numero uno dell'Authority, Piergiorgio Massidda. «Penso che prima di dire no ci si debba pensare. Il progetto potrebbe ricevere il via libera a determinate condizioni. La prima è che favorisca il completamento delle opere di porto Foxi, che ritengo strategiche per lo sviluppo della zona. Poi questi signori dovrebbero garantire energia a basso costo per le industrie sarde, che in questo momento pagano costi altissimi». Il primo giudizio resta in sintonia con quello della Capitaneria: «Ha avuto coraggio nell'opporsi a questi progetti», dice Massidda.
L'OSTACOLO L'unico ostacolo per i “signori del vento” infatti è il parere degli uffici della Darsena, che hanno competenza sulle pratiche incardinate davanti al ministero delle Infrastrutture e possono fare valutazioni di «carattere tecnico e di sicurezza». Per il resto, nulla vieta progetti di questo tipo. Non ha responsabilità la Regione, non hanno poteri i Comuni. E allora potrebbe bastare un ricorso al Tar per cambiare le carte in tavola.
Michele Ruffi
