Cambia l'agricoltura in Sardegna: in dieci anni il comparto ha subito gli effetti della crisi, lasciando per strada il 43,4% delle aziende, ma ha rappresentato anche un'opportunità per i giovani, intenzionati a crearsi il proprio posto di lavoro. A offrire una lettura esaustiva sono i dati del 6° Censimento generale dell'agricoltura, presentato ieri a Cagliari, realizzato dall'Istat in collaborazione con la Regione: i dati fanno riferimento al 2010. Le aziende censite, agricole e zootecniche, sono 60.182, in calo rispetto al 2000, ma a fronte di questo è aumentata la superficie agricola utilizzata: oltre un milione di ettari. «Abbiamo uno strumento importante per calibrare le azioni», dice Oscar Cherchi, assessore regionale dell'Agricoltura, «le aziende sono più qualificate e reggono quelle che riescono a sostenersi da sole».
SUPERFICI Il calo del numero delle aziende segue un andamento diffuso su tutto il territorio nazionale, in controtendenza con l'aumento degli ettari medi per azienda e della superficie utilizzata. Negli anni c'è stato un processo di concentrazione dovuto al trasferimento delle superfici da aziende non più operative a quelle in attività . La provincia che ospita le aziende con la dimensione media più alta è quella di Nuoro (28,2 ettari), mentre la maggiore crescita si è verificata in Ogliastra: da 7,1 ettari per azienda a 20,9.
GESTIONE Le aziende individuali, o familiari, sono il 96,5% e la gestione diretta è la più diffusa (98%). Sempre la famiglia risulta essere il bacino più utilizzato per la mano d'opera: 86,6% contro il 13,4% extra familiare, mentre 120mila sono state le persone coinvolte nel 2009 e 2010. Sbilanciata la proporzione tra uomini e donne impegnati nelle aziende: i primi rappresentano il 68,2% della manodopera, le seconde il 13,8%. Aumenta, però, il numero delle donne tra coloro che guidano un'azienda (+4,1%) mentre, nonostante l'aumento dell'incidenza dei giovani fino a 49 anni (+3,6%), cresce anche la percentuale degli imprenditori con oltre 75 anni (+1,7%) frenando il processo del ricambio generazionale.
ISTRUZIONE In dieci anni aumenta il livello di istruzione degli imprenditori. I laureati, seppure con cifre non esorbitanti, crescono così come i diplomati. In Sardegna il titolo di studio prevalente è la licenzia media: nel 2000 era quella elementare.
OVICAPRINO Il comparto rappresenta uno dei punti di forza del sistema agricolo sardo. Il numero dei capi supera i 3 milioni, prevalentemente pecore (95,1%). La media dei capi per azienda è di 239 ed è cresciuta in maniera consistente in dieci anni.
CAMBIAMENTI Pietro Pulina, docente dell'Università di Sassari, evidenzia «il ritorno alla terra da parte dei giovani che cercano in questo settore prospettive». Rimangono alcune criticità legate ai fondi europei che «hanno causato un eccesso di burocrazia», spiega Pulina, «si dovrebbero evitare i pagamenti parcellizzati e programmare in base alle reali esigenze del mercato». Su questo aspetto si è soffermato l'assessore Cherchi, annunciando «particolare attenzione al cambiamento del comparto per migliorarne la produttività ». Infine, la Politica agricola comunitaria (Pac) sarà focalizzata su «giovani e minore burocrazia delle pratiche». E proprio la macchinosità delle procedure rappresenta, secondo l'assessore, «un disagio nell'accesso alle pratiche del Psr che sarà più flessibile».
Matteo Sau
