NUORO Trecento giorni per demolire, sanare e smaltire il cemento e l'amianto dell'ex inceneritore di Tuccurutai. È questo il tempo che l'amministrazione ha dato all'impresa che un anno fa si è aggiudicata l'appalto e da metà dello scorso giugno ha avviato il cantiere per l'abbattimento e il risanamento dell'ex inceneritore di Nuoro. Di fatto l'operazione, che non ha visto ancora la demolizione di un solo centimetro cubo dell'impianto e del forno, è già partita con il piano di operatività d'intervento che è stato presentato all'Asl (che ha competenza sui lavori che riguardano il rischio amianto). Entro agosto invece entreranno in scena le ruspe e gli operai che dovranno completare la prima parte dell'intervento, quella appunto che prevede la demolizione dell'impianto dove sino a qualche anno fa venivano conferiti i rifiuti solidi urbani da incenerire.
L'INTERVENTO Una volta spento il forno, per un breve periodo l'impianto era stato trasformato anche in un deposito di materiali che ora saranno riconferiti nell'inceneritore di Macomer. Prima parte dell'intervento che si deve compiere in trecento giorni complessivi e ha un costo di poco inferiore ai settecentomila euro e prevede la bonifica completa dello stabile dell'ex inceneritore, il recupero e smaltimento della struttura e dell'amianto in situ . Il secondo stralcio dell'intervento invece sarà quello che riguarda il risanamento di tutta l'area attorno all'ex inceneritore. Un intervento quello del risanamento ambientale e della messa in sicurezza dell'area dell'ex inceneritore di Tuccurutai che complessivamente costerà un milione e settecentomila euro. Ottocentomila di questi sono frutto di un finanziamento della Regione, gli altri novecentomila arriveranno da un mutuo contratto dal Comune di Nuoro con la Cassa depositi e prestiti. Un'operazione complessa e delicata che dovrebbe riportare l'area alle origini con lo spazio che, ormai, si trova a poche decine di metri dalle case e potrebbe essere adibito a verde pubblico.
Fabio Ledda
