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L'unione sarda. Province, nuova picconata

CONSIGLIO. In commissione inizia l'iter costituzionale per la cancellazione

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Un'altra picconata alle Province. Questa volta nel mirino del Consiglio regionale finiscono le tre storiche (Cagliari, Sassari, Nuoro) protette dall'ombrello costituzionale dello Statuto sardo. Ed infatti l'assemblea di via Roma ha fatto un primo passo verso la cancellazione definitiva di questi enti bocciati due anni fa da un referendum. Passo piccolo ma deciso.
IL VOTO Riunificando le proposte di legge costituzionale dei Riformatori, Pdl e La Base, la commissione Autonomia del Consiglio regionale ha dato il via libera, a maggioranza, alla proposta di legge costituzionale che tende a eliminare definitivamente le Province modificando l'articolo 43 dello Statuto. Si tratta del passaggio d'esordio per una legge che comunque non è a portata di mano. Ora dovrà approdare in Aula e, una volta approvata, percorrere l'iter di revisione costituzionale in doppia lettura nei due rami del Parlamento. Solo per la provincia di Oristano occorrerà una legge ordinaria.
PARERE L'organismo consiliare, inoltre, potrebbe richiedere un nuovo parere al Consiglio delle Autonomie locali sulla legge di riordino degli enti locali. Questo passaggio, però, rischierebbe di far slittare di qualche mese la riforma degli assetti territoriali nell'Isola. E questo mentre non si placano le polemiche scoppiate all'indomani del commissariamento delle quattro province regionali (Medio Campidano, Ogliastra, Gallura e Sulcis) cui si è aggiunta quella cagliaritana rimasta orfana del presidente. Sull'intera vicenda pende la spada di Damocle dei ricorsi all'autorità amministrativa. L'esito potrebbe rimettere in pista i vecchi organismi (almeno così sperano i proponenti) con evidenti ritardi sul cammino della riforma.
SODDISFAZIONE Per il coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa, comunque l'approvazione della legge di revisione dello Statuto rappresenta «un altro fondamentale tassello che va nella direzione del rispetto del referendum del 6 maggio dell'anno scorso. Il nuovo articolo 43 cancella definitivamente le Province dallo Statuto. In Sardegna l'ordinamento degli enti locali potrà così articolarsi esclusivamente sui Comuni - spiega - i quali, secondo le modalità che verranno disciplinate con legge regionale, potranno anche associarsi per svolgere, attraverso l'esercizio congiunto delle funzioni e secondo principi di adeguatezza ed efficacia, compiti di area vasta e per partecipare alla programmazione regionale. Si tratta di un importante passo avanti - conclude Cossa - adesso ci aspettiamo che velocemente si proceda in Aula per il varo della proposta di legge costituzionale che seguirà l'iter previsto dall'articolo 138 della Costituzione».
I COMUNI Mentre in Consiglio regionale centrodestra e centrosinistra si sono spaccati sul riordino delle Province, l'Anci Sardegna ha chiesto un incontro urgente alla presidente del Consiglio e ai capigruppo per ribadire la necessità di procedere speditamente nei lavori «ma trovando soluzioni istituzionali condivise e che esaltino l'autonomia regionale».
I FONDI In una lettera inviata ieri mattina, nella quale è stato riproposto anche il problema del ripristino dei fondi per le povertà, il presidente dell'Anci, Cristiano Erriu, sostiene «che la nuova legge di riordino degli enti locali non possa non vedere, oltre ad una nuova visione dell'istituto Provincia, una riforma complessiva, attraverso la revisione della legge, che coinvolga e potenzi i Comuni e le loro Unioni e Comunità Montane». Secondo l'Anci, «una nuova stagione autonomistica degli enti locali va affrontata anche per arginare l'ondata di norme statali che, puntualmente, invadono una competenza esclusiva della Sardegna». (a.ma.)

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