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L'unione sarda. Il tentato stupro era una simulazione

SANTA GIUSTA. Trentenne di Oristano denunciata

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SANTA GIUSTA Non era vero niente. La trentenne oristanese che la settimana scorsa aveva denunciato di aver subito un tentativo di violenza sessuale nella spiaggia di Abba Rossa si era inventato tutto. Messa alle strette dalla Polizia ha confessato la menzogna che la trasferirà automaticamente da vittima alla scomoda posizione di imputata. Quasi certamente dovrà rispondere di simulazione di reato. Un modo come un altro per complicarsi la vita, di cui sarà difficile anche capire perché.
PRONTO SOCCORSO Tutto inizia la notte di mercoledì scorso quando dalla spiaggia di Abba Rossa verso le tre parte la chiamata al 113 e al 118 per soccorrere una donna in preda a un forte shock. Dopo le cure al pronto soccorso del San Martino, ai poliziotti della Volante racconta di essere stata seguita lungo spiaggia da un uomo che, senza che se ne potesse accorgere, le sarebbe piombato addosso. La ragazza trova comunque la forza di difendersi, urlare con tutto il fiato che ha in corpo e alla fine riesce a liberarsi dalla morsa dell'uomo e col terrore addosso chiama i soccorsi. A prima vista, e stando al racconto, l'episodio appare un chiaro tentativo di violenza sessuale avvenuto nella battigia, dove non potevano arrivare le luci potenti della discoteca e fuori portata dagli addetti alla sorveglianza. La ragazza anziché utilizzare questi e altri servizi che il locale ancora aperto poteva offrirle, sceglie la strada più pericolosa. Lontano da tutti e da tutto. Perché è la domanda che si pongono gli inquirenti alla quale la ragazza non dà una risposta soddisfacente.
LE INDAGINI La Polizia si mette comunque subito in azione per tentare di dare un volto a questo fantomatico violentatore che, in preda a un raptus sfrenato, si sarebbe portato via anche la borsetta.
Il racconto della donna appare confuso. In un primo momento, date le condizioni, l'orario e qualche birra di troppo, ci poteva anche stare. Ma quando viene chiamata a precisare e fornire dettagli più chiari che giustifichino l'accusa contro qualcuno per un reato grave e infamante, la storia fa acqua da tutte le parti. Non regge la storia e non regge neppure la donna.
Il castello crolla. È l'ultimo bilancio disastroso di una notte d'estate di straordinario delirio che la ragazza non dimenticherà tanto facilmente.
Antonio Masala

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