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L'unione sarda. Otorino, il chirurgo è un robot

Il primario Pelegatti: «Tecnica innovativa contro le patologie tumorali»

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NUORO Braccia meccaniche e visione tridimensionale. La nuova frontiera della chirurgia robotica sbarca con successo all'ospedale San Francesco. Dopo l'urologia e la ginecologia i primi importanti risultati si stanno ottenendo nell'unità operativa di Otorinolaringoiatria (nove medici, oltre mille ricoveri l'anno e 16 posti letto), dove nei giorni scorsi sono stati eseguiti - per la prima volta in Sardegna - due complessi interventi grazie ai nuovi ritrovati della tecnologia.
GLI INTERVENTI Operazioni delicate guidate dal responsabile del reparto Loris Pelegatti che, anche grazie al suo contributo, sta portando la struttura all'avanguardia nell'Isola. Lui, a Nuoro da un anno, proveniente dalla scuola del professor Roberto Puxeddu, attuale direttore della clinica otorinolaringoiatrica di Cagliari, ha sfruttato la grande opportunità rappresentata dal robot “Da Vinci”, impiegato con successo per altre branche chirurgiche, applicandolo alla chirurgia robotica trans-orale (Transoral Robotic Surgery, Tors). La chirurgia robotica è il vero valore aggiunto del progetto capace di intervenire con risultati davvero impensabili in passato e con una metodologia non invasiva.
IL PRIMARIO «La tecnica innovativa - spiega il primario di Otorino - consente, in alcuni casi, di intervenire a livello del cavo orale con grande precisione e bassissima invasività mentre prima, intervenendo con tecniche tradizionali, si poteva andare incontro a complicazioni di tipo muscolare e nervoso e, spesso, con una riabilitazione e convalescenza di lunghissima durata».
I RISULTATI Attualmente la tecnica Tors viene utilizzata, in particolare nell'oncologia, solo in alcuni grandi centri come il San Raffaele di Milano, le Molinette di Torino e, soprattutto, a Forlì, dove è stata messa a punto dal professor Claudio Vicini. Proprio il luminare della struttura romagnola è stato ospite dell'unità operativa di Otorino del San Francesco per affiancare gli specialisti nuoresi nei primi interventi. «Ovviamente - precisa Pelagatti - l'utilizzo del robot Da Vinci in otorinolaringoiatria va indirizzato per casi particolari, soprattutto nella chirurgia oncologica e per la cura della sindrome delle apnee notturne. I risultati sono importanti e continueremo ad eseguire questa tecnica consapevoli dei grandi vantaggi per i pazienti».
Luca Urgu

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