«Il Papa, a Cagliari, si sentirà a casa sua, come a Buenos Aires». Non ha dubbi, don Michele Fiorentino, 39 anni, fresco di nomina a Difensore del Vincolo della Rota Romana, una sorta di pubblico ministero in questo Tribunale Apostolico con competenza per tutta la Chiesa Cattolica per il secondo, terzo e ulteriore grado di giudizio.
Radici profondissime in Sardegna («continuo a mantenere la residenza a Santu Lussurgiu nonostante il domicilio romano») ricorda il suo ministero nell'Isola come un'avventura incancellabile, un deposito di fede sul quale ancorare la propria vita sacerdotale.
Quale Sardegna incontrerà questo Papa che non finisce di stupire, per la sua carica umana e pastorale, per le sue parole e i suoi gesti profetici?
«Papa Francesco, come tutti i sudamericani, mostra una velata nostalgia per la sua terra e la sua gente», afferma don Fiorentino. «Ho parenti in Argentina e mi sento di dire che la semplicità e la freschezza della fede dei sardi non potrà che rafforzare il legame fra il paese d'origine del Papa e la Sardegna. Nel segno potente e prodigioso della Madonna di Bonaria, nostra Patrona Massima».
Prima della "puntata" a Lampedusa, quello in terra sarda doveva essere il primo viaggio pastorale di Francesco in una diocesi italiana, cui seguirà il pellegrinaggio alla tomba del poverello d'Assisi, al cui nome Bergoglio ha voluto intitolare e plasmare il suo pontificato.
«Per la Sardegna, e non solo per i tanti cattolici dell'Isola questo viaggio, questa giornata, le poche ore che Papa Francesco trascorrerà a Cagliari saranno uno straordinario segno della Provvidenza, un momento favorevole per rinsaldare la fede, riaccendere la speranza nei cuori, ridare slancio alle tante forme di carità e di solidarietà operanti nell'Isola».
Le cause di nullità matrimoniale, anche in Sardegna in forte aumento, sono motivate da forti e radicate motivazioni di fede, legate alla lontananza dalla vita sacramentale?
«Papa Francesco, anche nella giornata cagliaritana, sarà Padre, Pastore e Maestro. Nella continuità con i grandi Papi che l'hanno preceduto: Giovanni XXIII (presto Santo, anche in assenza del riconoscimento del miracolo) ha preparato la strada a Paolo VI; Giovanni Paolo II (anch'egli canonizzato entro l'anno) e Benedetto XVI hanno preparato la strada a Francesco. Che usa, l'abbiamo constatato ad ogni passo del suo Pontificato, il linguaggio universale dell'amore. Chi ama, sa farsi davvero capire da tutti».
Ad attendere il Papa pellegrino a Bonaria è un'Isola che vive drammatiche tensioni sociali, sono le decine di migliaia di lavoratori che hanno perso non solo il posto ma anche la speranza di un'occupazione, sono i giovani senza un futuro.
«Il Papa conosce i drammi sociali ma sa anche che in Sardegna non sono in crisi i valori dell'onestà e della laboriosità , della fierezza ma anche della rettitudine. Il Papa incontrerà un popolo forte e tenace che, ancora una volta, saprà avere ragione del presente e costruire un futuro dignitoso e sereno per le future generazioni».
Don Fiorentino non sa ancora se potrà essere presente, al fianco di Papa Francesco nella sua giornata cagliaritana del 22 settembre. Ma ha un auspicio: «Quello», dice, «di vivere comunque unito alla mia gente questo straordinario momento di grazia. Accoglieremo il Papa con la nostra ospitalità , generosa e schietta, per farlo sentire a casa sua. La Sardegna, per un giorno, sarà la sua terra. Ne sono certo».
Paolo Matta
