Ha avuto un nonno, Costantino Nivola, con una storia da film. L’infanzia sarda, la povertà . Poi gli studi a Milano, l’incontro con l’arte e con l’amore per una donna meravigliosa e di una famiglia importante, Ruth Guggenheim. Ancora dopo la fuga e la gloria negli States per il sogno americano che si avvera. Se non è abbastanza per iniziare una sceneggiatura, poco ci manca. L’attore protagonista per fortuna poi non occorre cercalo in chissà quale casting. È in casa. «Un film su mio nonno Costantino? Perché no. La sua vita è stata così ricca, mai banale e sarebbe interessante una trasposizione cinematografica. Meglio se con il cinema indipendente», dice Alessandro Nivola, appena arrivato ieri pomeriggio con tutta la famiglia nella collina di Su Cantaru dove sorge il museo dedicato ad Antine e al suo universo artistico. Per lui il passaggio dalle colline di Hollywood ai piedi del Monte Gonare non è stato affatto traumatico anche questa volta. Ma un viaggio all’insegna dell’emozione, dei ricordi e delle certezze: la famiglia, gli affetti, la terra dei padri. Alessandro Nivola, 41 anni, ad agosto, è il nipote di Costantino, il grande artista, senza confini, ma con le radici ben salde in questo borgo dove a mancare non è mai stato di certo la fantasia. Sudore e creatività . Un binomio valido in passato ma anche ora. C’è poco da girarci intorno: la vena artistica scorre nelle vene dei Nivola. Alessandro è un affermato attore, suo fratello Adrian un pittore. Lui vive tra Brooklyn a New York e Los Angeles. «Ogni anno che passa mi sento sempre più della famiglia allargata che vive a Orani. È una bella sensazione, mi fa star bene», dice l’attore, figlio di Pietro Nivola, che in omaggio al padre gli ha anche dato il nome di Antine. Cinema e teatro sono la sua vita. Pellicole di successo quelle in cui ha recitato (è in uscita un film diretto da David O’Russel a cui affiderebbe volentieri la regia sull’ipotetica pellicola su suo nonno Antine), così come lo sono quelle in cui lo ha fatto sua moglie, Emily Mortimer che ha sposato nel 2003. Anche lei l’attrice, (ha ereditato e indossa con grazia gli abiti di Ruth) gli ha regalato due splendidi bambini, Sam di 9 anni, e May Rose di 3, che si muovevano nel prato verde del parco come se conoscessero da sempre quei percorsi tra mirto e lavanda. Ieri sera tutti e quattro, dato che lo scorso ottobre per l’inaugurazione dei nuovi spazi non erano potuti venire, sono stati al Museo Nivola. Ad attenderli e ad accompagnarli tra le opere del nonno il professor Ugo Collu, presidente della Fondazione Nivola. Una lunga visita, emozionante. Una giornata che non dimenticherà .
Luca Urgu
