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L'unione sarda. Giovedì senz'acqua nell'Isola

Confermato lo stop: problemi soprattutto sulle coste

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Sciopero dalle 6 del mattino alle 24 ed erogazione dell'acqua a rischio, soprattutto nelle zone costiere, giovedì prossimo nell'Isola. I sindacati di Abbanoa fanno sul serio e si preparano alla battaglia contro la società e la Regione. I rappresentanti di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, accompagnati anche dai segretari nazionali di settore, giovedì mattina, dalle 10, saranno sotto il palazzo della Regione, in viale Trento, per ricordare all'amministrazione Cappellacci, la situazione di crisi della società idrica regionale e dei duemila dipendenti, 1500 diretti e altri 500 assunti dalla ditte d'appalto Acciona e Idrotecnica. Dopo aver esperito tutte le procedure sindacali con l'azienda, i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto anche alla Prefettura di essere convocati per mettere a punto una turnazione, in modo tale da garantire comunque l'erogazione dell'acqua, «senza però ricevere alcuna risposta».
CONTI BLOCCATI I lavoratori ricevono gli stipendi in ritardo (Abbanoa ha pagato gli emolumenti di giugno venerdì scorso e anche a luglio i ritardi saranno inevitabili) e la quattordicesima, per ora, è poco più di un miraggio. Lo scorso 8 luglio, sindacati, azienda e Regione avevano sottoscritto un accordo per sbloccare il pagamento di alcune somme, a partire dai circa 23,5 milioni di euro dovuti da enti regionali, Asl, consorzi e caserme, oltre agli otto milioni (in realtà per ora sarebbero poco più di 4 le somme dovute dopo le verifiche effettuate) che l'Autorità d'ambito verserà nei prossimi giorni nelle casse di Abbanoa. «Proprio quando due assessori regionali prendevano impegni con noi, un ente della Regione, il Consorzio di bonifica di Olbia, avviava le procedure per bloccare i conti della società, creando ulteriori problemi di liquidità e di fatto bloccando gli stipendi», hanno spiegato i tre segretari regionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, Giacomo Migheli, Marco Nappi e Mario Cro. Senza mezzi termini i sindacati si schierano anche contro la nomina dell'advisor, «che irrigidisce ancora di più la gestione di Abbanoa», così come definiscono inevitabili le conseguenze «dell'inchiesta aperta dalla procura: se prima venivano ritardati i versamenti ad alcuni fornitori, privilegiando gli stipendi, ora non è più possibile». Di fondo c'è però una situazione debitoria pesante: l'assemblea dei soci esaminerà venerdì il bilancio che parla di 513 milioni di debiti.
REGIONE SOTTO ACCUSA Il dito viene puntato contro la Regione e i suoi rappresentanti politici «inadeguati e inaffidabili», e contro l'azienda, nel mirino per la gestione. Pur riconoscendo il peccato originario della nascita di Abbanoa, nel 2006, «quando nessuno versò il capitale dovuto», questa è un'azienda «che può andare avanti con le proprie gambe, visto che incassa ogni mese dalla sola bollettazione 18 milioni di euro, spendendone però 20», hanno denunciato i sindacati. Secondo loro si può dunque agire, anche in tempi brevi, per rimettere in carreggiata la società, «perché a rischio non c'è solo il pagamento degli stipendi e delle quattordicesime, problema ancora più pesante per le società d'appalto, quanto la gestione del servizio idrico, che ogni anno lavora 500 milioni di metri cubi d'acqua e nella rete obsoleta ne perde circa 200 milioni, con un mancato incasso pari a circa 200 milioni di euro», hanno spiegato Nappi, Cro e Migheli. Non solo: sotto accusa è finito anche la gestione della fatturazione, non adeguata alle esigenze, «con personale costretto a turni di straordinario, senza dimenticare poi il contenzioso con i clienti, che interessa circa 25mila casi. Tradotto, sono soldi che arriveranno nelle casse di Abbanoa chissà quando».
Il nodo è rappresentato dalla volontà della Regione, «che non si occupa di Abbanoa: Cappellacci ci ha convocato e poi ci ha fatto ricevere dagli assessori perché era in Sudamerica. Con tutto il rispetto per la Madonna di Bonaria, forse il problema di Abbanoa è più urgente», hanno denunciato.
I RITARDI Oltre al mancato pagamento di debiti pregressi nei confronti della società, i sindacati contestano anche la procedura seguita per la capitalizzazione. Il via libera da Bruxelles dovrebbe arrivare a settembre, per sbloccare circa 184 milioni di euro che la Regione ha pronti, fuori dal patto di stabilità. «Sono soldi che dovevano essere versati per costituire la società, non si tratta di una ricapitalizzazione: ecco, perché a nostro parere la notifica a Bruxelles non era necessaria, così come è un'ulteriore perdita di tempo la nomina di un advisor per controllare i conti. E ora, dopo l'ok, si dovranno attendere i tempi tecnici per trasferire i soldi, il che significa almeno altri 60 giorni», concludono i sindacati, contrari a qualsiasi ipotesi di aumento della tariffa per gli utenti: «Non è una soluzione». Non resta che far sentire la voce dei lavoratori. Per Abbanoa un'altra settimana infuocata.
Giuseppe Deiana

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