Proseguono le azioni della Regione per contrastare l'impugnazione, da parte del governo, della Finanziaria regionale del 2013 per il taglio dell'Irap del 70%. Un braccio di ferro che culminerà in un incontro, a Roma, col sottosegretario dell'Economia, Luigi Casero. Ieri, infatti, il presidente Cappellacci ha chiesto un incontro e in queste ore arriverà la convocazione per i vertici regionali. Potrebbe trattarsi di una vera e propria full immersion poiché sul tavolo, oltre al taglio dell'Irap, ci saranno le questioni relative alla zona franca e la vertenza entrate. Guardia alta anche tra le imprese che, dopo la notizia dell'impugnazione, chiedono certezze.
CONTROMOSSE L'incontro romano rappresenta un'altra tappa di un confronto serrato che vede la Regione impegnata, in tutte le sedi necessarie, a far valere la propria linea economica, decisa attraverso una votazione unanime in Consiglio. Nei giorni scorsi il presidente Cappellacci e l'assessore del Bilancio, Alessandra Zedda hanno promesso battaglia a Roma per far valere le ragioni isolane. Il Governatore, forte di diversi pronunciamenti della Corte Costituzionale nei confronti dei provvedimenti della Regione, ha fatto appello ai parlamentari sardi «al di là dell'appartenenza partitica». L'assessore Zedda ha rafforzato la posizione dell'amministrazione dichiarando che «le nostre imprese devono pagare l'Irap ai sensi della legge regionale: fino a che non viene dichiarata incostituzionale, la norma è in vigore».
LE IMPRESE L'impugnazione non è una buona notizia e le organizzazioni temono che la ricaduta possa sortire un effetto negativo sull'economia delle imprese. I dubbi, però, erano sorti già in sede di discussione della Finanziaria, motivo per cui agli associati è stata predicata prudenza nell'applicare le nuove aliquote. Bruno Marras (Rete Imprese Italia), chiede «l'impegno del Governo per modificare l'articolo 10 dello Statuto», che permetterebbe di estendere il provvedimento non solo alle nuove imprese. Poi, Marras sottolinea che «non si possono fare gli annunci senza avere certezze per questo terremo alta la guardia in attesa di una soluzione». Francesco Lippi, presidente regionale di Confapi, definisce il provvedimento «una risposta che aspettavamo», e l'impugnazione rappresenta «un ulteriore aggravio, problematico per le imprese costrette a operare senza certezze e garanzie e che magari hanno strutturato il proprio bilancio sulla base delle nuove aliquote». Il presidente regionale di Confartigianato, Luca Murgianu, esprime «grande amarezza poiché a pagarne le conseguenze potrebbero essere le imprese».
Matteo Sau
