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L'unione sarda. «Serve un'intesa con la Regione»

TIRRENIA. Nuovo incontro a Roma sulle tariffe delle navi. Si rafforza la posizione di Cappellacci

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Un punto a favore della Regione, nella disputa sulla continuità territoriale marittima, e un nuovo rinvio nella trattativa per ridurre le tariffe della Tirrenia, per passeggeri e merci, nell'ambito di una più generale revisione della convenzione con l'ex compagnia statale. Ieri la Giunta Cappellacci ha incassato una vittoria parziale, grazie alla pronuncia della Corte costituzionale, che ha sancito un principio fondamentale: sulle politiche dei trasporti va raggiunta un'intesa con la Regione. A stabilirlo è stata la Corte costituzionale, pronunciandosi sul ricorso presentato dalla Regione sulla convenzione tra Stato e Tirrenia. La Regione chiedeva che ne venisse dichiarata l'illegittimità, ma su questo fronte la Corte costituzionale ha rigettato il ricorso, accogliendolo invece nella parte che riguarda il principio di leale collaborazione dello Stato.
LA PRONUNCIA Secondo la Consulta, «la determinazione delle modalità e delle condizioni di svolgimento del servizio di collegamento marittimo» tra la Sardegna e la penisola, «è espressione di un potere, sì, statale, ma che tocca direttamente un interesse differenziato della Regione e che interferisce in misura rilevante sulle scelte rientranti nelle competenze della medesima, quali il turismo e l'industria alberghiera». La legge statale avrebbe dovuto quindi «predisporre adeguate modalità di coinvolgimento delle Regioni». Secondo gli avvocati della Regione, dunque, è stato sancito il principio della cosiddetta “intesa forte”: le decisioni che riguardano i trasporti per l'Isola, soprattutto su tariffe e rotte, non possono essere prese se non con una fattiva collaborazione dell'amministrazione regionale.
CAPPELLACCI Soddisfatto il presidente della Regione Ugo Cappellacci, secondo cui la sentenza «rappresenta una nuova breccia significativa per la Sardegna», che «non può essere relegata al ruolo puro e semplice di soggetto “udito”. Il nostro obiettivo», prosegue il presidente, «resta quello dell'effettivo passaggio di funzioni e risorse dallo Stato alla Regione». Un argomento affrontato con il ministro Lupi, «che ha manifestato un atteggiamento di apertura». Per il governatore «solo quando la Sardegna sarà protagonista delle scelte, saremo sicuri che sarà garantito il diritto alla mobilità ai sardi».
PILI Durissimo il deputato del Pdl Mauro Pili, che chiede senza mezzi termini la revoca della convenzione. «Ora che la Corte Costituzionale ha sentenziato quello che ho detto in aula ormai più di un anno fa, non si deve perdere altro tempo. Le convenzioni sono illegittime costituzionalmente. Devono essere revocate», denuncia Pili, che chiede di ritornare alle tariffe «del 2009, così come ha indicato l'Autorità garante per la concorrenza». L'ex presidente della Regione è pronto a costituire un comitato per «impugnare la validità» della convenzione, se non lo farà la Regione. «Quei 72 milioni concessi alla Tirrenia sono un furto».
LA TRATTATIVA Intanto, ieri si è svolto a Roma un nuovo incontro tra la Regione, Tirrenia e il ministero dei Trasporti sulla trattativa per ridurre le tariffe per merci e passeggeri e la revisione della convenzione con l'ex compagnia pubblica. Due punti sui quali ora la Regione, alla luce della sentenza della Consulta, potrà ben dire la sua. L'incontro di ieri, al quale ha partecipato l'amministratore delegato di Tirrenia Ettore Morace, che si è detto disponibile a continuare la trattativa, con alcuni dirigenti di Regione e Ministero, ha permesso di approfondire i calcoli sulle tariffe. Per ora, resta in piedi l'ipotesi di taglio di una rotta per Arbatax (il prolungamento della Genova-Olbia) e da Cagliari per Trapani. È stato dunque deciso di andare avanti e di fissare un nuovo incontro entro dieci giorni. La speranza è di poter prevedere ribassi sui biglietti anche nella stagione in corso, con evidenti riflessi sulle compagnie concorrenti, che sarebbero a quel punto costrette a rivedere le loro politiche tariffarie. ( g. d. )

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