La tendenza dei consumatori sardi è orientata sempre più sulla scelta di prodotti ortofrutticoli di qualità , stagionali, tracciabili, a km zero, spesso biologici e con un buon rapporto qualità prezzo. La conferma arriva da Coldiretti Sardegna che con i suoi 28 mercatini di Campagna Amica (21 settimanali stabili e 7 stagionali continuativi) nel 2012 ha registrato un fatturato di 10 milioni di euro e un numero di clienti che supera le 70mila unità al mese. Le imprese agricole che ruotano attorno ai mercatini Coldiretti sono circa 18.
LO SCENARIO Da alcuni anni si sta puntando sulla rivalutazione del lavoro imprenditoriale agricolo, dove cresce anche la componente femminile. «Le donne scelgono di lavorare in agricoltura», spiega il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu, «probabilmente perché non vedono tante alternative. Il segnale è rappresentato dal fatto che oggi in Sardegna il 30% delle imprese agricole è in mano alle donne». Il punto della situazione è stato tracciato ieri a Cagliari in un convegno promosso da Coldiretti Sardegna e Coldiretti Donne Impresa, dove si è discusso del rapporto tra cibo, salute e benessere partendo dalla qualità della vita nell'Isola.
IL RILANCIO Per rilanciare il settore ci si sta indirizzando verso una semplificazione burocratica. «Stiamo puntando sull'abbattimento dei tempi della burocrazia. Entro la prossima settimana», annuncia Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, «forse riusciremo ad avere notizie sull'autorizzazione sanitaria per la trasformazione degli alimenti da parte degli imprenditori agricoli. Nel riconoscimento dei Super Caa (Centri di assistenza agricola) abbiamo chiesto di poter gestire quest'aspetto per conto nostro».
LE DONNE «La presenza femminile», sottolinea Silvia Bosco, coordinatrice nazionale Donne Impresa «è maggiore nelle imprese agricole multifunzionali, ovvero in agriturismo, agri-asili, fattorie didattiche o sociali, che fanno vendita diretta dei prodotti o che partecipano ai mercati». Dell'agricoltura, secondo la scrittrice Michela Murgia, si tende ad avere una visione un po' distorta: «Dal punto di vista mediatico, gli aspetti imprenditoriali non vengono mai enfatizzati. Gli agricoltori, in questo senso, anziché imprenditori, rischiano di venire percepiti come personaggi bucolici».
In questo contesto, anche le donne che scelgono di diventare imprenditrici agricole «appaiono come delle eccezioni. Eppure dietro alle buone aziende agricole, moderne e competitive c'è il lavoro degli uomini tanto quanto il lavoro e l'intelligenza delle donne».
Eleonora Bullegas
