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L'unione sarda. Cassintegrati sardi: la Regione anticipa trenta milioni di euro

CONSIGLIO. Società in house salve

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Arriva dall'aula del Consiglio regionale una boccata d'ossigeno per i lavoratori dei Cesil e Csl, per i dipendenti delle società in house delle province e per i lavoratori in cassa integrazione o mobilità in deroga. Grazie a una norma di legge, approvata con una seduta lampo ieri mattina, il Consiglio ha motivato l'ampliamento dell'organico dell'Agenzia regionale del Lavoro per salvare i 390 operatori di Cesil e Csl. Mentre i circa 900 dipendenti delle 14 società in house, potranno proseguire le proprie funzioni in attesa della riforma degli Enti locali. Via libera anche all'anticipazione di 30 milioni di euro per i 20mila lavoratori in regime di ammortizzatori sociali. Primi firmatari della legge i capigruppo di Pdl e Pd, Pietro Pittalis e Giampaolo Diana.
CIG E MOBILITÀ Il provvedimento per l'utilizzo di 30 milioni di euro, permetterà alla Regione di anticipare i sussidi, solitamente a carico dell'Inps. I dati per la Sardegna non sono confortanti: l'osservatorio della Cgil nazionale colloca l'isola al secondo posto, tra le regioni italiane, per l'aumento delle ore di cassa integrazione straordinaria con un +99,04%. Nel 2013 le ore complessive sono salite a 6.090.401. Un primato preoccupante che spinge il sindacato a chiedere «nuove politiche per il reinserimento dei lavoratori», dice Marinora De Biase, segretario della Cgil, «il via libera alle risorse è positivo, ma è necessario reperire, come promesso, altri 45 milioni di euro».
CSL E CESIL La norma, per i lavoratori dei Centri servizi per il lavoro e dei Centri servizi per l'inserimento lavorativo, risponde alle osservazioni fatte dal Governo sulla legge regionale che determinava il passaggio degli operatori all'Agenzia regionale del Lavoro. Infatti, il mantenimento della competenza e delle prestazioni, viene salvaguardata grazie a un'organizzazione territoriale dell'Agenzia, che decentri le attività presso le sedi operative provinciali dei Csl e in collaborazione con i comuni per i Cesil.
SOCIETÀ IN HOUSE È una norma transitoria a congelare la situazione dei dipendenti delle società in house delle province. Il Consiglio, infatti, ha deciso che sarà garantito il proseguimento dell'esercizio delle funzioni e dell'erogazione dei servizi, fino a quando non verrà approvata la legge di riforma degli enti locali. Alle società in house, inoltre, è consentito l'affidamento diretto a organismi a totale partecipazione pubblica.
FINANZIAMENTI Il Consiglio, poi, ha approvato la proposta di legge che prevede interventi in diversi settori. Tra questi spiccano i 19 milioni di euro per il trasporto pubblico in Sardegna, a favore del trasporto aereo e della Saremar, e i 6 milioni e mezzo per il funzionamento del Teatro lirico di Cagliari e per evitare la cassa integrazione ai 300 dipendenti.
Matteo Sau

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