Patto di stabilità più morbido e fondi che si liberano per la Regione e per gli enti locali. Una boccata d'ossigeno per il sistema economico della Sardegna. La Giunta regionale è riuscita a convincere il governo e quindi «la disposizione della legge Finanziaria che fa salvo il fondo unico dai vincoli troppo stretti ed iniqui del patto di stabilità è norma vigente e non è stata impugnata dal governo», hanno annunciato ieri il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e l'assessore della Programmazione, Alessandra Zedda. Tradotto in termini numerici significa che la Regione avrà a sua disposizione altri 580 milioni che portano le somme fuori dal vincolo del patto a circa 3 miliardi di euro.
«Dinanzi ai rilievi dell'esecutivo nazionale», hanno spiegato il presidente e l'assessore, «gli uffici della presidenza e dell'assessorato hanno formulato le dovute controdeduzioni e difeso una norma fortemente voluta dalla Giunta e approvata in Consiglio regionale con il contributo anche dell'opposizione. È una notizia importante perché tale risultato», proseguono Cappellacci e Zedda, «permette di dare una boccata d'ossigeno ai territori e in particolare a quei comuni che rappresentano il primo punto di riferimento istituzionale dei cittadini». Infatti, i fondi saranno utilizzati per pagare e impegnare somme a favore degli enti locali.
IRAP Resta da definire poi la questione del taglio dell'Irap, sulla quale invece il governo ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale che ora sarà chiamata a esprimersi. Il presidente e l'assessore hanno ribadito ieri la necessità di difendere la riduzione dell'Irap del 70%, che invece è stata oggetto di impugnazione da parte dello Stato. «Mercoledì prossimo», hanno dichiarato, «abbiamo fissato un vertice con il viceministro Luigi Casero per discutere la questione relativa alla modifica dell'articolo 10, oggetto di una proposta formulata dalla Regione in base all'articolo 54 dello Statuto, e a quella relativa alla zona franca. È importante che il Governo e il Parlamento riconoscano la rivendicazione di un'Isola che non chiede nuove forme di assistenzialismo, ma vuole determinare la propria politica fiscale per poterla conformare alle esigenze del suo sistema economico-sociale, rispettando il proprio apporto alle necessità finanziarie del Paese. La fiscalità di vantaggio deve essere un contrappeso che, compensando il divario rappresentato dai costi derivanti dall'insularità , può contribuire a creare sviluppo e a dare maggiore slancio alle nostre imprese per inseguire la ripresa economica».
