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L'unione sarda. «È indispensabile capitalizzare la società Lavoriamo sui rilievi»

Parla il direttore generale Murtas

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Per l'amministratore unico di Abbanoa, Carlo Marconi, e il direttore generale Sandro Murtas si prospetta un agosto di lavoro, dopo che l'assemblea della società ha deciso di rinviare il voto a settembre per accogliere i rilievi dei revisori dei conti. Le questioni sollevate dai tecnici, tuttavia, non sembrano preoccupare i vertici della società che gestisce il servizio idrico nell'Isola. «Su alcuni dei rilievi siamo già pronti a intervenire», spiega Murtas.
Partiamo dal primo.
«La prima questione riguarda la qualificazione dei crediti d'imposta. È stato sollevato il problema e abbiamo deciso di riverificare il tutto con l'ausilio di un pool di esperti. In ogni caso, è un fatto meramente contabile che risale al 2007: se il responso è che quella voce va qualificata diversamente, si farà così, ma non ci sarà un impatto sulla gestione».
Il secondo riguarda invece il calcolo dei ricavi e l'anagrafe delle bollette.
«Stiamo costruendo passo per passo un sistema di calcolo che è migliorato nel corso degli anni. In sostanza, prima si usava un mero dato statistico, basato sulle fatture medie, ora, invece, possiamo fare letture individuali e quindi migliorare il calcolo dei ricavi grazie a un numero di dati più ampia. Il lavoro va avanti e i risultati raggiunti di recente possono avere un riflesso anche sui conti del 2012, quindi ci interessa che il risultato sia il migliore possibile».
Il terzo punto riguarda la possibilità di recupero dei crediti per le fatture emesse.
«Su questo siamo d'accordo con i revisori: è un passaggio delicato, perché per arrivare a mettere a punto un sistema adeguato abbiamo dovuto lavorare sui dati disponibili della storia di Abbanoa e di quella precedente, ma grazie a tre esperti informatici oggi siamo in grado di fare una selezionare ed estrarre soltanto le pratiche che ci interessano per recuperare le risorse ancora dovute. Ed è garantita l'integrità e la tutela dei dati a nostra disposizione, credo sia un grande risultato».
Sui conti resta lo squilibrio e i 513 milioni di debiti.
«Il problema è urgentissimo: bisogna rimettere in sesto lo squilibrio finanziario che dipende dal mancato versamento dei fondi per capitalizzare la società. Quando si costituisce una Srl, ad esempio, si devono versare i tre decimi del capitale a garanzia della sostenibilità dell'intrapresa. Ecco, per Abbanoa non è accaduto e ora speriamo che il via libera dell'Ue arrivi al più presto: permetterebbe di rimettere in circolo fondi per stipendi, fornitori e debiti».
Secondo i sindacati la società continua a spendere più di quanto incassa.
«La tariffa idrica è più bassa di quella necessaria e, anche se in parte recuperiamo con un incremento dell'efficienza, non è sufficiente ad assicurare l'equilibrio economico. Però se l'Ato, in passato, avesse adeguato la tariffa, oggi non sarebbe pendente un ricorso straordinario al Capo dello Stato per il riconoscimento di un adeguamento tariffario che vale 180 milioni di euro di mancati ricavi per Abbanoa. Inoltre, i soci hanno chiesto di rateizzare le bollette e lo facciamo, pur essendo in sofferenza».
Ultima questione: gli autospurgo si incendiano spesso.
«Abbiamo tredici mezzi con altrettanti autisti formati a dovere, che intervengono su richiesta e inoltre fanno attività di prevenzione. In un anno abbiamo risparmiato un milione di euro, solo in provincia di Cagliari, di costi esterni, evitando gli interventi di autospurgo privati, che venivano gestiti in modo non proprio lineare, tanto che abbiamo licenziato due persone. Basta per spiegare perché i nostri finiscono in cenere?» ( g. d. )

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