Dal nostro inviato
Giuseppe Meloni
PULA La circondano i pomodori («ma non tiratemeli», scherza lei), prodotto-simbolo di un'azienda-simbolo: «È la Sardegna che ce la fa», dice Francesca Barracciu, lanciando la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Ha preso alla lettera l'espressione «scendere in campo» e così muove i primi passi da un campo coltivato, quello della cooperativa Terra e sole di Santa Margherita: «Mi piaceva l'idea di dare una speranza e di partire dalla terra, un luogo di lavoro che rappresenta il settore primario».
Un antipasto dei temi che proporrà se diventerà la prima donna-presidente della Sardegna: «Ma i programmi li definirò meglio lungo la strada, anche ad agosto girerò l'Isola ogni giorno. Ho le mie idee, ma da tutti avrò da imparare».
L'ANNUNCIO È simbolico anche presentarsi alla stampa in mezzo ai pomodori, anziché tra i papaveri del Pd. Francesca Barracciu sa di avere con sé molti big: si parla dell'area Ladu, di vari ex Ds, dei renziani. Ma con lei a Pula c'è solo il gruppo dei Giovani democratici di OccupyPd. In serata l'unico commento sarà del deputato lettiano Marco Meloni, che definisce «un segnale molto positivo» la candidatura: «Contribuisce a stabilire una normalità delle primarie, sottraendo le scelte ad alchimie di ristrette oligarchie».
Altra immagine rivelatrice, la bandiera sarda quasi intrecciata con quella dell'Ue (blu elettrico, come il completo che Barracciu indossa): «In pochi mesi da eurodeputata ho capito quante occasioni abbiamo perso a Bruxelles, dove la voce dell'Isola è troppo flebile. Lo sviluppo arriverà dall'Europa, che è impietosa con chi non ha progetti».
I RIVALI La vicesegretaria del Pd non enfatizza il fattore-donna («spero che si colga la novità , ma io propongo la mia esperienza e competenza»), e spande miele sui rivali: «Sono contenta che corrano Roberto Deriu e Gianfranco Ganau, e che possa aggiungersi don Ettore Cannavera, un nome straordinario: se non sarà in campo gli chiederò aiuto per le proposte sul sociale».
Quanto a Renato Soru, «non so se possa cambiare idea e candidarsi. Rispetto le sue scelte, io non mi candido contro qualcuno». Le primarie devono essere «un confronto rispettoso, solidale e leale, se vincerà un altro lo sosterrò pienamente». Ma siano «il più possibile aperte: non come ciò che sta accadendo nel Pd nazionale, che non condivido».
L'AFFONDO Chi invece è bersaglio di forte polemica è Ugo Cappellacci: «Non ha risolto alcun problema, fa solo propaganda. Con lui la cassa integrazione in Sardegna è cresciuta del 600%. I sondaggi dicono che i sardi non lo hanno apprezzato, Datamonitor lo pone ultimo tra i governatori».
Propagandistica, secondo Barracciu, anche l'insistenza sulla zona franca, «alla quale però io non sono contraria», precisa lei: «Io e il Pd diciamo che è una presa in giro promettere di non pagare l'Iva o avere la benzina a 40 centesimi. Ma abbiamo proposte concrete sulla fiscalità di vantaggio». L'eurodeputata fa sapere di aver avviato un confronto «con i movimenti per la zona franca, e con la dottoressa Randaccio e l'avvocato Scifo», e di riconoscersi nei testi di legge depositati in Consiglio regionale, del Pd e del Psd'Az.
DIALOGO A proposito di sardisti e area sovranista, «giusto dialogare, senza teatrini su chi deve chiamare chi: a breve chiederò un incontro a quel mondo». Il fine è un'alleanza: «Però vorrei incontrare anche Michela Murgia. So che non si unirà al centrosinistra, ma mi confronterei con piacere».
