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L'unione sarda. Travis: voglio lo scudetto

Dopo l'intesa quadriennale col Banco, “Ala-Diener” lancia la sfida: «Sono entusiasta di restare a Sassari per completare il progetto»

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SASSARI «Presidente, a me non è ancora andata giù che non abbiamo giocato la finale scudetto». Risposta di Stefano Sardara. «Caro Travis, neppure a me. Ci riproviamo?». Botta e risposta secca prima di firmare il nuovo contratto che legherà Diener al Banco di Sardegna per i prossimi quattro anni. Poi dal portafoglio si passa al cuore. «Sono entusiasta di tornare, abbiamo una squadra fortissima. Il mio unico obiettivo è quello di portare a Sassari lo scudetto. Sono molto felice di fare ancora parte di questo progetto. Presidente e società hanno fatto un gran lavoro per portare il Banco ai vertici».
IL PROGETTO Quando si parla di progetto, il riferimento è a Dinamo 2018: sono già stati messi sotto contratto pluriennale il coach Meo Sacchetti e il direttore sportivo Federico Pasquini. E adesso anche Travis Diener. Sembra che per vincere le ultime resistenze (più del procuratore che del giocatore) il Banco abbia messo sul piatto un contratto di tre anni con l'aggiunta di un quarto. Amore e calcolo: così si spalma il peso economico dell'ingaggio su più stagioni. Un matrimonio lungo che cancella una separazione mai diventata divorzio.
L'ELOGIO DI SACCHETTI Diener ha ragionato col cuore: «Sono felice di essere tornato e di restare a Sassari, lo sono di giocare per coach Meo Sacchetti. Lui è un grande uomo, ho molto apprezzato i miei tre anni con lui. La scelta di restare in biancoblu? È stato difficile, avevo altre offerte ma io sono un uomo che crede fermamente nella lealtà».
I TIFOSI Non sono parole di circostanza. A maggio Travis e la moglie avevano voluto salutare in privato i tifosi nella Club House. Dal canto loro i tifosi avevano esposto striscioni e persino fatto una serenata sotto la casa del play americano. E non hanno mai smesso di invocarlo. Neppure dopo l'arrivo di Marques Green. Anzi, qualcuno ha avuto l'azzardo di ipotizzare una magnifica coppia di play: il genio “Ala-Diener” e il folletto. «Ho un forte legame con la gente di Sassari e della Sardegna», replica Diener «e mi sento come a casa mia. I tifosi sono stati sempre fantastici, sono stati uno dei motivi che mi ha spinto a tornare. Il sostegno che ognuno di loro mi ha dimostrato nelle ultime tre stagioni è stato magnifico. Ho letto tanti messaggi di amici su Internet, un incredibile numero di testimonianze d'affetto che significano tanto per me. La Sardegna è un posto molto speciale».
IL MERCATO Ora il Banco ha dieci giocatori. Possono esserci sorprese in uscita? Il diesse Federico Pasquini risponde così: «Stiamo parlando con Marques Green. Mentalità vincente vuol dire anche sacrificare qualcosa per elevare l'intensità di gioco. La Bologna dei tempi d'oro o più recentemente Siena insegnano». Mercato chiuso in entrata? Forse. Gira ancora il nome del play-guardia Fernandez e persino quello dell'ala Mancinelli. E comunque il mercato resta aperto sino ad aprile: la Dinamo è pronta ad intervenire ora o più avanti per arrivare alla finale scudetto.
Giampiero Marras

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