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L'unione sarda. Amministratore unico all'Arst

Sostituirà l'intero cda della società regionale. Polemica con i sindacati

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Nel segno della spending review - e su sollecitazione della Regione - l'assemblea dei soci di Arst Spa ha nominato qualche giorno fa un amministratore unico che sostituirà i cinque componenti del Consiglio di amministrazione. Per il prossimo triennio l'incarico è stato assegnato a Giovanni Caria, già presidente del Cda della società. È stato poi ricostituito il Collegio sindacale dell'Arst, di cui fanno parte il presidente Raffaele Oggiano, Laura Meloni e Salvatore Cataldi.
L'azienda, intanto, si trova a gestire alcune rivendicazioni sindacali. I segretari regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal chiedono la mediazione del prefetto e la convocazione di un incontro con la proprietà e il presidente della Regione Ugo Cappellacci, come assessore ad interim dei Trasporti. «Ci sono incertezze sulle risorse», chiarisce Augusto Corona, segretario regionale Faisa Cisal, «ma anche sul piano industriale e sugli investimenti». Dalla Faisa-Cisal puntano il dito contro gli interessi per un fido da 20 milioni di euro, concesso dalle banche nel 2012. «Con il milione e 200mila euro di interessi pagati», aggiunge Corona, «si sarebbero potute migliorare le condizioni dei dipendenti. Ci sono poi problemi sulla manutenzione degli autobus. In tanti mezzi non c'è aria condizionata». La carenza di mezzi e di personale, secondo Adriano Stagno, responsabile territoriale per il Sulcis della Faisa Cisal, è stato il motivo «dello sciopero dello scorso 26 luglio scorso nel Sulcis, a cui ha aderito quasi l'80% dei lavoratori».
L'AZIENDA Immediata la replica del direttore centrale dell'Arst, Carlo Poledrini. «Se ci mettiamo a discutere di argomenti nazionali legati all'economia e alla parte industriale», conferma, «nessuno può avere garanzie. Godiamo di un contratto di servizio che regola i rapporti tra Regione e la stessa azienda. Non ci mancano le risorse. Le questioni sono relative a liquidità e a pagamenti che non ci vengono versati nei tempi giusti». Per quanto riguarda gli interessi sul fido, Poledrini precisa che «dedicare risorse di denaro fresco alle banche anziché alle attività operative dell'azienda non ci rallegra di sicuro». Una precisazione viene fatta anche sulle condizioni dei mezzi. «Tra i 900 autobus e il centinaio di treni, ce ne sono anche di vecchi», evidenzia il direttore dell'Arst, «senza aria condizionata. D'estate li utilizziamo il meno possibile. Nel 2014 confidiamo di sostituirne alcuni, ma dipende dalla disponibilità di fondi. Tutti i mezzi in servizio ogni mattina hanno una regolare manutenzione e sono revisionati dalla motorizzazione. La sicurezza non è in discussione».
Eleonora Bullegas

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