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L'unione sarda. «Basta crociate anti ticket»

Siniscola, Orosei e Posada difendono i pagamenti per l'accesso alle spiagge

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NUORO La crociata anti-ticket per l'accesso alle spiagge ha molti sostenitori, a partire dai proprietari delle seconde case sparse sul litorale che da Orosei arriva a Posada. Anche i turisti - come dimostra la contestazione fatta da un trentino a Cala Ginepro qualche giorno fa - sono restii. Senza considerare la protesta vivace animata le scorse settimane dal consigliere comunale di Nuoro, Francesco Guccini, pronto a una controproposta: tariffe doppie nei parcheggi cittadini per i non residenti. «Ognuno pensi a gestire il suo territorio, noi cerchiamo di tutelare il nostro. Le scelte le facciamo noi, non abbiamo bisogno di suggerimenti da parte di nessuno», dice il vice sindaco di Siniscola, Lucio Carta, replicando alle voci della protesta.
SINISCOLA Per l'accesso a Berchida d'obbligo sborsare otto euro per auto e 10 per i caravan. Ticket meno pesante ai parcheggi di Capo Comino, Sa Preta Ruiu e nella spiaggia grande di La Caletta: da 1,20 euro per un'ora ai tre per mezza giornata, ai 5 per tutto il giorno. Sconto per i residenti: un euro. Privilegio esteso anche ai residenti nei paesi che ricadono nell'Unione dei Comuni del Montalbo (da Torpé e Posada a Bitti, Orune, Lula, Lodè, Osidda, Onanì): in cambio vanno al Comune 12 mila euro. L'operazione frutta 170-180 mila euro l'anno. Impegna 15 ex operai della Ros Mary, al lavoro fino a settembre. «Eroghiamo servizi, dai bagni chimici sistemati una decina di giorni fa a Berchida alla pulizia delle spiagge, dalla passerella per disabili alla raccolta dei rifiuti, al salvamento a mare con due postazioni a Sa Preta Ruia e a La Caletta», spiega il vice sindaco Carta. Ma non è troppo un biglietto da otto euro a Berchida? «È necessario per contenere le presenze in un'area di grande bellezza. Chi va a Berchida ci va comunque volentieri. Sia chiaro, tutti i soldi servono per erogare servizi. Siamo costretti a fare così, altrimenti non possiamo garantire pulizia degli arenili, bagnini, sistemazione delle strade o altro».
POSADA «Le proteste sono fisiologiche, ogni anno. Ma sono straconvinto di ciò che facciamo», dice Roberto Tola, sindaco di Posada. Appena arrivato, nel 2005, introduce il ticket che ora vale per l'accesso a quattro spiagge: Su Tirialzu, Orvile, Iscraios e San Giovanni. Pagamenti solo per l'auto: tre euro per mezza giornata, cinque per la giornata intera. Unica eccezione a San Giovanni dove si pagano 3 euro per tutta la giornata. I residenti sono esonerati, assieme a quelli dell'Unione dei Comuni Montalbo che trasferisce all'amministrazione di Posada 12 mila euro. Il Comune provvede alla gestione diretta dei parcheggi con 42 giovani (21 a luglio, altrettanti ad agosto). I 70 mila euro che in media vengono incassati - spiega il sindaco - servono a garantire i servizi: da 30 a 35 mila per gli stipendi degli operatori, 10 mila per la pulizia dei bagni chimici, 23 mila per gli otto bagnini nelle due postazioni di San Giovanni e di Su Tirialzu. «Il ticket non serve per fare cassa, spendiamo tutto per i servizi turistici», dice Tola che non sottovaluta un indiretto beneficio: la mobilità ecosostenibile. «A piedi e in bici si entra gratis. Perciò c'è un crescente interesse a muoversi in bici, abbiamo realizzato anche le piste ciclabili».
OROSEI Qui il Comune si affida ai 30 giovani di quattro cooperative. Ognuna si occupa dell'accesso a un'oasi: Biderosa, Cala Ginepro, Su Barone e Sa Prama. Le auto pagano 4 euro. Quest'anno anche chi, a piedi, è diretto a una di quelle quattro pinete sborsa un euro. «Sono spiagge controllate, tutelate, dotate di servizi turistici e danno lavoro», spiega il sindaco Franco Mula. «Su 27 chilometri di spiagge il ticket vale solo nel 20 per cento». Le risorse? «Servono a garantire i servizi, basti pensare che d'estate la produzione dei rifiuti diventa di 5-6 volte maggiore di quella abituale».
Marilena Orunesu

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