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L'unione sarda. Barracciu è già nel mirino

CENTROSINISTRA. Polemica sull'attivismo dell'eurodeputata candidata alle primarie

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Un richiamo all'ordine, un invito a non fare più di testa propria: sugli incontri con i possibili alleati, decide il centrosinistra nella sua collegialità, non il singolo candidato alle primarie. Firmato Enrico Piras, segretario regionale dell'Upc, Unione popolare cristiana. È una delle sigle che partecipano in pianta stabile al tavolo della coalizione impegnata da mesi a stabilire le regole della consultazione. L'ingresso in campo dell'eurodeputata Pd Francesca Barracciu come candidato-governatore viene accolta come «notizia positiva che allarga e arricchisce il confronto tra aspiranti presidenti». C'è un però, precisa Piras: «All'onorevole Barracciu suggerisco di non eccedere negli entusiasmi e le ricordo che gli incontri politici competono esclusivamente al tavolo della coalizione, che si sta caratterizzando, proprio in questi giorni, con le aperture verso altre forze politiche e sociali che intendono condividere il programma di governo del centrosinistra, aperto a tutti i partiti politici e ai movimenti che ne fanno formale richiesta, così come è avvenuto per il Partito dei Sardi e come avverrà, nei prossimi giorni, per l'Irs».
Secondo il segretario dell'Upc «il candidato presidente alle primarie, pertanto, non può, autonomamente, tenere incontri con partiti, movimenti e singoli soggetti diversi da quelli che, attualmente, sono accettati dall'alleanza riformista, che è legittimata solo dall'attuale tavolo di centrosinistra. Pertanto, la regia politica, oggi e per il futuro, deve rimanere una prerogativa del tavolo della coalizione. Solo questo soggetto, dunque, è legittimato a dialogare con altre aree politiche ed, eventualmente, ad allargare la composizione del tavolo, al fine di realizzare un'alleanza di governo credibile, ricca di idee, di novità». Vale ora e vale anche per il futuro.
«Ma se un candidato alle primarie», conclude Piras, «già oggi, pensa di avviare iniziative politiche arbitrarie, che cosa ci potrebbe riservare se fosse eletto presidente?». Risposta: «Questi interrogativi, nell'esclusivo interesse della coalizione e dei cittadini, non ce li possiamo permettere, e non verranno accettati».

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