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L'unione sarda. Primarie, Pili non scopre le carte

Oggi il vertice per impostare le regole della consultazione

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«No comment», risponde Mauro Pili alle domande sulle primarie del centrodestra lanciate da Cappellacci. Silenzio diplomatico o distacco mentale da battitore libero? Dal fronte della sua ultima battaglia (la lingua sarda retrocessa a dialetto dall'Anas nei cartelli all'ingresso dei centri abitati) spunta soltanto un riferimento alla politica che si occupa solo «di pseudo primarie e di bassa bottega». E subito dopo un post lampo in latino: Maiora premunt , vale a dire: ci sono cose più importanti da fare. Il deputato del Pdl non scopre le carte neanche davanti alla proposta di consultazione popolare per scegliere il candidato governatore del centrodestra formalizzata l'altra sera a sorpresa al termine di un vertice della coalizione.
VERTICE Oggi alle 12 i rappresentanti dell'alleanza di governo si ritroveranno sullo stesso tavolo. Obiettivo: dare gambe a un'idea in buona parte ancora vaga. Lanciata tempo fa dall'Udc e ripresa dai Riformatori, è rimasta fino all'altro giorno sotto traccia, oggetto di chiacchiere tra addetti. Una sorta di limbo in attesa di vedere come andrà a finire il processo in Cassazione a Berlusconi da cui dipende la sorte del fondatore di Forza Italia e dell'area che lo riconosce come leader da vent'anni.
Cappellacci ha rotto gli indugi e i motivi li ha spiegati ieri mattina sul suo profilo Facebook: «Chi si candida a rappresentare la comunità deve saper interpretare in prima persona e coerentemente la sfida del cambiamento», spiega Cappellacci sul social network. «Perché la politica deve essere animata da una sana tensione morale ed ideale, dalla passione, dall'impegno a favore della collettività. Altrimenti diventa pura e semplice compravendita di se stessi e delle proprie idee, vero e proprio tradimento della democrazia. Fin dalla mia prima esperienza come coordinatore di partito, ho sempre sostenuto la necessità che la politica uscisse dalla logica delle “corti”, del cosiddetto “palazzo” e dalle pratiche autoreferenziali per essere autentico strumento di partecipazione democratica». Buoni propositi, attesi oggi al primo vaglio di un incontro collegiale.
PAPABILI E i nomi? A pochi mesi dalle urne e con l'investitura per un secondo mandato quasi scontata, Cappellacci ha accettato di mettersi in gioco, forte dell'appoggio di buona parte del partito e di una fetta consistente di consiglieri. Il possibile rivale Pili è ancora una sfinge: le sue ultime mosse sembrano darlo in libera uscita dal Pdl, sotto le bandiere del suo movimento «Unidos» che potrebbe riprendere i fili del dialogo anche col Partito Sardo d'Azione, ormai ufficialmente fuori dall'alleanza di governo regionale.
DISSIDENTI Nella partita c'è sicuramente posto per Claudia Lombardo, dissidente ufficiale del Pdl: un suo impegno non è da escludere e in questo caso avrebbe l'appoggio di una pattuglia di consiglieri regionali fuoriusciti dal Pdl ma con solide radici nel mondo del centrodestra. In ogni caso la consultazione sarebbe sempre una vetrina, al di là del risultato finale. Ogni partito avrebbe quindi l'interesse a mettere in mostra un proprio portabandiera e da questo punto di vista bisogna andare a spanne nelle supposizioni. Fautori della prima ora delle primarie che vogliono «apertissime», i Riformatori potrebbero mettere in campo il loro coordinatore regionale Michele Cossa, impegnatissimo a portare a termine la legge elimina-Province. L'Udc potrebbe schierare l'attivissimo sindaco di Mandas Umberto Oppus. L'area di destra ha due nomi in serbo: Antonello Liori, responsabile di Fratelli d'Italia e Ignazio Artizzu in fase di rientro nella coalizione dopo il flop dell'avventura solitaria con Fini.
Antonio Martis

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